Antifascisti all’attacco: “Ma la priorità del governo Meloni non erano le bollette?”

Se lo chiedono Bizzoni e Amendola segretario e responsabile Memoria e Antifascismo della Federazione Roma

Antifascisti all’attacco. “Ma le priorità del nuovo governo non erano gli interventi su cartelle esattoriali e caro bollette?”.

Se lo chiedono Marco Bizzoni e Giovanni Ammendola, rispettivamente Segretario e Responsabile Memoria e Antifascismo della Federazione Roma, Castelli, Litoranea del Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea.

Era questo ripetuto a gran voce in ogni comizio dal presidente Meloni. Ma la prima cosa che abbiamo visto è un decreto legge, purtroppo firmato immediatamente dal presidente della Repubblica e di immediata applicazione, contro i rave”, affermano.

Nonostante le deboli smentite del ministro Piantedosi, non siamo certi che non verrà applicato contro chi salva migranti, chi occupa scuole e università flagellate dai tagli, chi occupa fabbriche perché è arrivata la lettera di licenziamento, chi occupa case perché non sa dove dormire”, aggiungono.

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Non siamo certi che non verrà applicato anche in questi casi, ma quel che è certo è che si legge una contrarietà rispetto all’art. 17 della Costituzione relativo alla libertà di riunione del cittadino e un assoluto disprezzo della chiarezza del diritto”, lamentano gli antifascisti.

Nell’art. 17 infatti “l’autorità competente” può proibire la riunione, quale che sia, per “comprovati motivi di sicurezza e incolumità pubblica”. Chi invece i motivi li “suppone” mostra immediatamente la sua natura antidemocratica e anticostituzionale.

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