TIVOLI – La Bella Addormentata va in trasferta

Il coperchio di sarcofago conservato a Villa d'Este sarà esposto al Museo del Violino di Cremona

La cosiddetta “Bella Addormentata”, un pregevole coperchio di sarcofago del II sec. d.C., attualmente conservato a Villa d’Este, viene esposta dal 10 febbraio al 21 maggio 2023 al Museo del Violino di Cremona, nell’ambito della mostra “Pictura Tacitum Poema: miti e paesaggi dipinti nelle domus di Cremona”.

Il coperchio in marmo lunense, del tipo a kline (a forma di letto), raffigura una defunta semisdraiata colta nella quiete della morte secondo la tipologia dell’Arianna dormiente. Trafugata a seguito di uno scavo clandestino, la scultura è stata confiscata a New York e poi restituita nel 2015 all’Italia grazie a un’operazione congiunta del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e l’Homeland Security Investigation – Immigration and Customs Enforcement degli USA.

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Nel 2019 la “Bella Addormentata” è andata ad arricchire il prezioso patrimonio scultoreo dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ di Tivoli, che ne ha disposto la definitiva collocazione nella dimora rinascimentale voluta da Ippolito II d’Este, in dialogo visivo e metafisico con la Venere dormiente della fontana del chiostro.

La Bella Addormentatadichiara il direttore di Villa Adriana e Villa d’Este, Andrea Bruciatiè giunta nelle collezioni delle VILLÆ grazie alla cooperazione con il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Il prestito di questa pregevole opera di grande valore storico, artistico e culturale per la mostra “Pictura Tacitum Poema” si inserisce nella fitta rete di collaborazioni con altre istituzioni museali nazionali e internazionali che l’Istituto ha da tempo avviato per valorizzare il proprio patrimonio e favorirne una fruizione più ampia possibile. Parallelamente le VILLÆ attuano una politica di rotazione espositiva delle collezioni sia presso Villa Adriana che al Santuario di Ercole Vincitore, onde disvelare al grande pubblico i preziosi materiali archeologici dei depositi”.

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