MARCELLINA - “Priebke, così feci condannare lo stragista delle Fosse Ardeatine”

L’avvocato Pietro Nicotera racconta i retroscena del processo al criminale nazista. Prefazione di Roberta Bruzzone

Fece trucidare 335 civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei e detenuti comuni. Eppure, trovò dei giudici che gli riconobbero le attenuanti generiche e lo prosciolsero essendo il reato estinto per intervenuta prescrizione.

L’eccidio delle Fosse Ardeatine, avvenuto a Roma il 24 marzo 1944, è l’evento-simbolo della durezza dell’occupazione tedesca di Roma, una rappresaglia per l’attentato partigiano di via Rasella.

Erich Priebke durante il processo. A destra nella foto un giovane avvocato Pietro Nicotera

A pianificare e realizzare la strage fu Erich Priebke, militare e criminale di guerra tedesco, agente della Gestapo e capitano delle SS durante la seconda guerra mondiale, morto all’età di 100 anni a Roma l’11 ottobre 2013.

In Italia Priebke è stato condannato all’ergastolo il 7 marzo 1998 dalla Corte d’appello militare.

Un’immagine dell’occupazione nazista a Roma

Ma pochi ricordano il primo processo dal quale il criminale uscì indenne il primo agosto 1996 grazie ad una sentenza che suscitò le proteste dei parenti delle vittime delle Fosse Ardeatine e della comunità ebraica di Roma, che costrinsero i giudici a restare assediati in aula fino a notte fonda.

A raccontarlo oggi è l’avvocato Pietro Nicotera, ex sindaco di Marcellina e attuale consigliere comunale, penalista di fama nazionale che all’epoca difendeva alcuni familiari di cittadini italiani di religione ebraica trucidati nell’eccidio.

La copertina del libro dell’avvocato Pietro Nicotera pubblicato da “Santelli Editore”

L’opera si intitola “Erich Priebke – Ricordi di un processo alla storia”, vanta la prefazione della nota criminologa Roberta Bruzzone, e ripercorre l’iter processuale che ha portato Priebke dall’arresto in Argentina alla sentenza del 1996 che scatenò l’ira mondiale.

L’avvocato Pietro Nicotera oggi

“E’ stata l’unica volta nella mia vita professionale che, costituito parte civile, ho indicato espressamente la pena alla quale l’imputato avrebbe dovuto essere condannato: l’ergastolo”, scrive l’avvocato Pietro Nicotera sulla copertina del libro pubblicato da “Santelli Editore”.

L’avvocato Pietro Nicotera durante la discussione al processo Priebke

Perché ha deciso di scriverlo?

Ho deciso di scrivere questo libro perché nel corso degli anni ogni volta che si presentava l’occasione di parlare dell’argomento ed avevo modo di raccontare ciò che era effettivamente avvenuto nel corso del processo venivo spesso sollecitato a raccogliere quei racconti in un libro per potere lasciare traccia alle generazioni future di eventi che sicuramente non potranno più ripetersi e dell’esperienza vissuta.

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Può sintetizzarlo in poche righe?

Il libro tratta un argomento, il processo all’ultimo criminale nazista Erich Priebke uno dei responsabili dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, ed in particolare dell’esperienza vissuta dal sottoscritto quale avvocato di parte civile che per la prima volta racconta episodi avvenuti nel corso del processo stesso poco conosciuti e le emozioni e sensazioni avute nel vivere un momento storico rivelando i retroscena di una vicenda giudiziaria fino alla sentenza del primo agosto 1996 che scosse non solo l’Italia ma il mondo intero.

Qual è lo scopo del libro? Che messaggio vuole trasmettere?

Lo scopo del libro é quello di far conoscere fatti e particolari che hanno reso il processo ad Erich Priebke unico non solo per l’argomento trattato ma anche per i colpi di scena che si sono susseguiti nel corso del dibattimento .

Il messaggio che si vuole trasmettere è sicuramente quello di non dimenticare determinati fatti storici per evitare che si ripetano nel futuro ed in particolare questo ci si auspica che venga convogliato soprattutto tra i giovani che quando si troveranno a studiare il periodo storico che ci riguarda al fine di riflettere sul comò portamento seguito da alcuni personaggi ed darne a loro volta un giudizio.

A che pubblico (o a quali pubblici) si rivolge il libro?

Il libro si rivolge ad un pubblico variegato e di tutte le età : a coloro cui piace approfondire argomenti storici ; a coloro che operano nel settore della “Giustizia”; agli studenti che si troveranno a trattare il periodo storico che occupa le vicende processuali.

Cosa rende speciale o unico il suo libro e cosa lo contraddistingue rispetto agli altri simili o del genere?

Il libro può ritenersi unico poiché tratta di argomenti che anche se legati ad una o più vicende processuali di portata storica racconta episodi che possono aiutare a comprendere meglio, per poi esprimere le proprie valutazioni in tutta libertà, su come venne gestito il Processo Priebke dallo Stato Italiano e dalle sue Istituzioni le quali si videro costrette a correre ai ripari dopo la rivolta “mondiale” che si verificò a seguito della prima sentenza.

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Perché una persona dovrebbe leggere il suo libro?

Questo libro ritengo possa essere interessante perché tratta di un argomento giuridico visto dall’interno di un processo raccontando ed esaminando però le vicende umane dei protagonisti. Inoltre una persona dovrebbe leggere il libro perché tratta di un argomento che tutti dovrebbero conoscere in maniera più approfondita perché per le modalità con cui l’Eccidio delle Fosse Ardeatine venne eseguito e le gravi conseguenze che ne derivarono per centinaia di persone e famiglie la ferita provocata alla Città di Roma e alla Comunità Italiana non é ancora completamente rimarginata.

Ha affidato la prefazione alla nota criminologa Roberta Bruzzone, ci sono co-autori o altre figure che hanno partecipato alla stesura?

La Dottoressa Roberta Bruzzone é riuscita ad estrapolare un profilo del criminale nazista in maniera perfetta. Alla stesura del libro hanno collaborato i miei figli, Carlotta e Gian Maria, aiutandomi nella raccolta del materiale anche processuale poi sinteticamente riportato.

C’è qualcuno che vuole ringraziare?

Riporto i ringraziamenti scritti nella l’arte finale del libro. In primo luogo devo ringraziare la Dottoressa Roberta Bruzzone, Psicologa Forense e criminologa, che ha scritto la prefazione a questo libro.

Nonostante i numerosi e gravosi impegni, è riuscita a leggere con attenzioni i capitoli che man mano gli inviavo e ha trovato il tempo per scrivere un testo che ne coglie bene il senso e le intenzioni di chi l’ha scritto.

Quest’introduzione, se letta attentamente, costituisce una vera chiave di lettura del volume.

Altrettanto ringrazio i familiari delle vittime dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine che hanno ritenuto di riporre in me, giovane Avvocato, la fiducia necessaria per accompagnarli ad affrontare attraverso l’iter giudiziario la riapertura di un capitolo doloroso che ha segnato in maniera indelebile la loro vita.

Li ringrazio altresì per avermi dato l’opportunità di potere partecipare ad un evento storico che ha caratterizzato e segnato il mio percorso di vita sia umano che professionale.

Altrettanto ringrazio chi mi ha sollecitato e incoraggiato a realizzare questo lavoro ed in particolare i miei figli, Carlotta e Gian Maria, entrambi Avvocati, che mi hanno aiutato con passione e competenza a riordinare il copioso materiale raccolto e nelle ricerche archivistiche fornendomi preziosi suggerimenti.

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