TIVOLI - Cartiere, la Regione sospende lo stabilimento: “Sostanze altamente inquinanti scaricate nel fiume”

Dopo il dissequestro della Procura, i guai non sembrano finiti: stop di tre mesi

Non sembrano terminare i guai per la “Industria Cartaria Tivoli Srl”, la società che da dicembre 2020 gestisce la cartiera di Ponte Lucano, a Tivoli.

Lo stabilimento, dissequestrato dalla Procura tiburtina lo scorso 8 febbraio, ora è finito nel mirino della Direzione Ambiente della Regione Lazio. Con la determina numero G01538 – CLICCA E LEGGI LA DETERMINA - firmata giovedì 15 febbraio dal Direttore Vito Consoli, la “Industria Cartaria Tivoli Srl” è stata diffidata a sospendere qualsivoglia attività produttiva dello stabilimento per un tempo determinato pari a 90 giorni.

Dopo quanto accertato dagli agenti della Polizia Provinciale di Tivoli e dai Carabinieri Forestali del Nipaaf di Roma, la Regione ha imposto alla società di relazionare sulle attività poste in essere a seguito del sequestro e del fermo dell’attività dell’impianto operato a partire dal 19 dicembre 2023.

Durante un blitz eseguito dagli investigatori il giorno precedente, era infatti emersa la reiterata violazione delle più elementari prescrizioni ambientali poste a tutela delle risorse e delle matrici ambientali, oltre alla potenziale manomissione fraudolenta dei presidi di controllo ambientale nonché di attività volte ad eludere le attività di ispezione da parte di agenti e militari intervenuti nel sito dell’impianto (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

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Nel corso del blitz del 18 dicembre 2023, l’Agenzia regionale per l’Ambiente Arpa Lazio aveva eseguito delle analisi dalle quali sarebbero emersi significativi superamenti di numerosi parametri tabellari i cui valori riscontrati presentano superamenti elevatissimi, ben oltre la soglia di attenzione prescritta dalla normativa nazionale di riferimento.

In particolare – si legge nella determina numero G01538 – “le conseguenti violazioni della contestuale normativa ambientale di settore sono in grado di arrecare un significativo e grave danno alle risorse ambientali coinvolte nonché nuocere alla pubblica incolumità in seguito allo scarico nei corpi ricettori di sostanze altamente inquinanti in misura oltremodo superiori ai limiti tabellari consentiti dalla Legge”.

Anche per questo con la determina numero G01538 la Regione Lazio ha richiesto alla “Industria Cartaria Tivoli Srl” di prescrivere “l’individuazione fisica (avente un corrispettivo in tavole grafiche), di tutte le vasche e tubazioni presenti nell’installazione ed utilizzate per i fabbisogni produttivi della stessa, attraverso l’uso di vernice contrastante o l’apposizione di specifiche sigle identificative, nonché l’installazione di contatori sulle diverse linee di acque ricircolate all’interno del ciclo produttivo al fine di ottenere un bilancio idrico verificabile”.

Il tutto dovrà essere verificato attraverso una perizia giurata di tecnici esterni alla Società da consegnare alla Regione Lazio entro 30 giorni. Inoltre qualsiasi azione di ripristino, revamping e/o modifica tecnica nello stabilimento dovrà essere comunicata nell’immediato alla Regione e all’ARPA LAZIO al fine di verificare e approvare gli interventi prima che vengano realizzati secondo uno specifico cronoprogramma timbrata da un professionista abilitato.

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Dalla determina numero G01538 emerge inoltre che la Cartiera di Ponte Lucano era nel mirino della Regione Lazio già da prima dell’operazione della Procura. Il 5 aprile 2023 i Carabinieri Forestali del Gruppo Nipaaf di Roma avevano segnalato che gli accertamenti di Arpa Lazio avevano rilevato numerose violazioni alla normativa generale e speciale e violazioni alle prescrizioni dell’AIA, l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata nel 2010 dalla Provincia e volturata il 6 giugno 2023 alla società “Industria Cartaria Tivoli – ICT Srl” di Napoli.

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