Uno è finito agli arresti domiciliari, un altro sottoposto all’obbligo di dimora e al terzo è stata applicata la misura interdittiva dai pubblici uffici.
E’ il bilancio di un’indagini dei Carabinieri della Compagnia di Bracciano che hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Tivoli, su richiesta della locale Procura della Repubblica a carico di tre persone sospettate di aver raggirato una ultraottantenne.
Secondo un comunicato stampa del Procuratore capo Andrea Calice, ai tre vengono contestati, a vario titolo, i reati di circonvenzione di incapace, indebito utilizzo di strumenti di pagamento, corruzione e turbata libertà degli incanti.
L’indagine si è sviluppata a partire dal mese di settembre 2024 e si è conclusa a luglio 2025, mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione.
Così i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Bracciano hanno ricostruito il piano attuato da un italiano 74enne il quale, assieme alla propria compagna e, con la complicità di un dipendente dell’Istituto Vendite Giudiziarie di Roma, avrebbe cercato di appropriarsi di un compendio immobiliare, e del relativo patrimonio, di una anziana, ultraottantenne.
La donna, affetta da problemi fisici e psicologici, è stata costretta nel tempo a subire il depauperamento dei propri beni, nel tentativo della coppia di guadagnare approfittando della sua situazione di vulnerabilità.
L’attività di indagine ha preso avvio da una segnalazione dei servizi sociali e della Polizia Locale di Mazzano Romano che, nel settembre 2024, avevano rilevato una grave situazione di disagio della vittima.
Le successive attività investigative, condotte dai Carabinieri della Compagnia di Bracciano, hanno consentito di individuare la figura di un tutore di fatto, avvicinatosi alla donna e progressivamente subentrato nella gestione delle sue finanze.
Il piano sarebbe stato realizzato mediante l’indebita occupazione di parte dell’immobile e dei terreni di proprietà della vittima, anche attraverso la predisposizione di falsi contratti di locazione.
A tal fine l’indagato si sarebbe avvalso della collaborazione di persone di sua conoscenza, così da evitare interferenze e garantire l’attuazione del disegno criminoso.
Nel corso delle indagini è inoltre emerso come la coppia utilizzasse indebitamente le carte di credito della vittima e operasse sui conti correnti sui quali la donna percepiva la pensione e l’indennità di invalidità.
Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire circa 286 operazioni effettuate tra il 2022 e il 2025, per un importo complessivo di circa 80.000 euro.
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’obiettivo degli indagati era quello di acquisire la proprietà dell’immobile della donna per avviare attività commerciali sui terreni e trarne profitto, con l’intento di procedere successivamente alla rivendita del compendio.
L’operazione sarebbe stata realizzata con la complicità di un dipendente dell’IVG di Roma, parente della donna indagata, il quale avrebbe dapprima tentato di farsi assegnare la gestione del procedimento di vendita dell’immobile e, successivamente, fornendo informazioni non veritiere ai potenziali acquirenti e affiancando l’indagato nelle attività preliminari all’acquisto, avrebbe favorito l’aggiudicazione dell’asta a un prezzo sensibilmente inferiore a quello di mercato.
L’abitazione e i terreni di pertinenza risultavano sottoposti a procedura di esecuzione immobiliare per alcuni abusi edilizi non sanati; circostanza rispetto alla quale l’indagato principale sosteneva di essere in possesso della documentazione utile alla loro regolarizzazione.






























