Il Santuario di Ercole Vincitore è un organismo vivente che attraversa i millenni.
L’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este (VILLÆ) intende celebrare questa straordinaria stratificazione, che tra archeologia, archeologia industriale e innovazione, si apre oggi a nuove prospettive di fruizione.



Una storia mai interrotta: dalla sua fondazione come maestoso luogo di culto romano, il Santuario ha saputo reinventarsi in ogni tempo.
Se il Medioevo ne ha riadattato le forme, l’epoca moderna lo ha visto trasformarsi in un polo produttivo, ospitando armerie, cartiere e varie attività, fino a diventare un simbolo di archeologia industriale.
Una continuità d’uso che testimonia la centralità di questo spazio per il territorio, documentata da fonti storiche e oggi arricchita da scoperte eccezionali.



Tra queste, le più recenti attività di scavo archeologico, che hanno riportato alla luce un’iscrizione di fondamentale importanza, hanno definitivamente confermato la presenza della Basilica all’interno del complesso.
Questo ritrovamento aggiunge un tassello cruciale alla comprensione della funzione pubblica e monumentale del sito in epoca imperiale, confermandone il ruolo di centro nevralgico della vita sociale e amministrativa.
Per non parlare di esperienze uniche che trovano attualmente dimora nel Santuario, come il Laboratorio di Antropologia Fisica, deputato alla tutela, conoscenza e valorizzazione delle testimonianze biologiche di individui di epoca preistorica, protostorica e storica, provenienti da diversi contesti, e il “Depot – Desposito di arte contemporanea”, che raccoglie un nucleo di oltre una ventina di opere d’arte contemporanea, acquisite in questi ultimi anni.



“Oggi il Santuario è un cantiere aperto della Cultura, un laboratorio in fermento. Siamo al lavoro, insieme ai nostri funzionari, – sottolinea Alberto Samonà, direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, che comprende anche il Santuario di Ercole Vincitore – per rendere queste volumetrie storiche un luogo sempre più aperto alla ricerca e alla creatività.
Per l’imminente stagione estiva, infatti, il sito ospiterà una prestigiosa rassegna teatrale, che presto presenteremo alla stampa, e stiamo definendo un significativo programma di mostre, iniziative culturali e attività di studio e ricerca, che si integreranno perfettamente nel percorso di visita e valorizzazione che già unisce Villa Adriana e Villa d’Este.
Il Santuario si configura come un vero e proprio tempio della Contemporaneità, che unisce insieme più epoche storiche in modo straordinario e che intendiamo ulteriormente valorizzare”.
“Dopo l’estate, inoltre, – prosegue il direttore Samonà – inaugureremo e offriremo alla pubblica fruizione una vasta area del Santuario, oggetto di un complesso e accurato intervento di restauro terminato da poco.
Questo nuovo percorso di fruizione permetterà ai visitatori di immergersi totalmente in un luogo che merita di essere scoperto nella sua interezza, unendo la maestosità della pietra alla narrazione contemporanea.
Con la prossima apertura delle nuove aree restaurate e un programma culturale di alto livello che stiamo definendo in questi giorni, intendiamo offrire al pubblico un’esperienza totale, dove l’archeologia si fa linguaggio contemporaneo e il passato non smette di essere presente”.
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