


Simbolo della pallavolo femminile sabina, 30 anni di carriera alle spalle. Piรน centinaia di partite disputate e moltissimi campionati svolti. Capitano della squadra di Terza divisione femminile della sua cittร , dopo aver concluso questa stagione agonistica al quarto posto, ha deciso dire basta e spiega a tiburno.tv le sue ragioni.
“Ci pensavo da un po’. Quando ad aprile ho compiuto 40 anni ho vissuto dei giorni difficili. Ho fatto una profonda riflessione sulla mia vita. Nonostante sia ancora in grado di competere a livello agonistico, visto che praticando anche atletica ho unโottima resistenza fisica, ho capito che avrei dovuto smettere. Questo รจ il momento giusto. Lascio uno sport che ho amato tanto e che ancora oggi mi lascia forti emozioni, ma รจ giusto cosรฌ. Voglio dedicarmi ancor di piรน ai miei figli di quanto fatto fino adesso”.
Chiude la carriera con il Palombara Pallavolo, squadra della sua cittร .
“Non poteva essere altrimenti. Sono molto legata a tutte le persone che fanno parte di questa grande famiglia. Del resto a Palombara ho imparato a giocare a Pallavolo, diventando successivamente una giocatrice. Ho fatte esperienze altrove come Mentana e Monterotondo per poi ritornare a casa. Ho allenato il settore del minivolley e di nuovo ho fatto lโatleta fino a poche settimane fa”.



“Tanti momenti felici e alcuni meno positivi. Nel corso degli anni, si รจ formato un bel gruppo con le altre giocatrici diventate amiche, con le quali mi sono molto divertita non solo in ambito pallavolistico ma anche fuori dal campo di gioco. In particolare con Cristina Ruggiero, si รจ creato un ottimo feeling sin dai primi attimi. Ma anche con tutte le altre ragazze sono stata bene. Lโunico rammarico che ho รจ per lโultima stagione andata un poโ cosรฌ. Vi sono state delle incomprensioni sia tra noi atlete che con il mister condizionando inevitabilmente lโandamento del nostro campionato. Potevamo piazzarci meglio in classifica, pazienza non รจ andata cosรฌ. In fondo le difficoltร si possono trovare ovunque”.
La pallavolo continuerร a esserci nella sua vita?
“Certo, ma in modo diverso da come รจ stato fino a pochi giorni fa. Ritornerรฒ da tifosa. Penso che non riuscirรฒ a stare lontano per tanto tempo da un ambiente che mi ha dato molto e a non vedere piรน una partita di pallavolo”.
Continuerร comunque a praticare sport?
“Lโatletica sarร il mio svago. Giร ora corro tutto lโanno. Faccio parte dellโAtletico Monterotondo. Una decina di chilometri al giorno รจ il mio allenamento standard. Ho partecipato recentemente alla color run. Eโ una corsa di 5 chilometri che si svolge sul lungo mare di Ostia. Si parte vestiti di bianco, e ad ogni 15-20 minuti dal palco vengono lanciati dei colori che investono tutti gli atleti partecipanti. Mi sono divertita molto. Ho disputato sino ad ora corse di 5, 10 e piรน chilometri. Il mio sogno resta perรฒ quello di correre un giorno la maratona. Mi piacerebbe partecipare a quella dei Fori imperiali del prossimo anno. Vediamo se sarร possibile”.



“Veronica sin da piccola la portavo con me in palestra. Crescendo ha scelto anche lei di fare Pallavolo. Attualmente gioca nella categoria under 16. Si diverte molto รจ anche parecchio in gamba. Insieme alle sue compagne ha disputato unโottima stagione, conquistando il diritto a disputare il prossimo anno il campionato di seconda divisione. In piรน, cosa molto importante รจ brava a scuola. Da grande vuole fare la criminologa. Sono convinta che riuscirร a realizzare il suo sogno”.
E di suo figlio Simone cosa ci dice?
“Eโ un ragazzo speciale. A quattro giorni dalla sua nascita abbiamo capito che cโera qualcosa che non andava. Da lรฌ in poi abbiamo fatto di tutto per capire cosa avesse. Insieme a mio marito siamo andati in molti ospedali, consultato tanti dottori che ancora oggi seguono nostri figlio e fatto moltissime analisi cliniche e esami medici. Attualmente non gli รจ stata riconosciuta nessuna malattia specifica. Il problema รจ che dipende totalmente da noi. Non ha una corretta deambulazione e non parla. Eโ seguito da un neurologo, da uno psicoterapeuta e il Comune ci ha assegnato una ragazza che lo assiste tre volte alla settimana. Ringrazio coloro che si interessano tuttโora della situazione di mio figlio. Io comunque vado avanti e mi auguro che un giorno la sua salute migliori”.
Mario Ridini




























