“Il Covid si cura senza chiusura e senza paura”

"Deve cambiare l'approccio delle istituzioni sui temi della salute pubblica"

Il testo del Prof. Amici

Il testo che il dottor Mariano Amici, medico dell’Asl RM6 agli onori delle cronache per aver vinto il ricorso al Tar contro le vaccinazioni influenzali obbligatorie introdotte dalla Regione Lazio e che negli ultimi mesi ha contestato con perizie e documenti ufficiali l’attendibilità dei tamponi diagnostici, le misure restrittive introdotte dagli ultimi DPCM e l’efficacia del vaccino Pfizer anti-covid, ha pubblicato nelle scorse ore sui propri canali social per dare voce a quei medici che in varie regioni italiane stanno affrontando l’emergenza sanitaria in prima linea, seguendo i pazienti con terapie mirate e non limitandosi ad applicare i protocolli ministeriali standard.
Qualcosa sta cambiando in Italia. Nell’opinione pubblica e in parte nel mondo dell’informazione sta crescendo piano piano la consapevolezza che il Covid può essere curato e che se si interviene per tempo, senza farsi prendere dal panico, è possibile addirittura evitare il ricorso all’ospedale e alla chiusura del paese. Solo qualche mese fa, chi sosteneva queste teorie sul web o nelle interviste veniva immediatamente tacciato di essere un negazionista o un folle spregiucato mentre oggi registriamo una maggiore disponibilità all’ascolto: sarà che siamo tutti stremati dalla sequela di lutti e di privazioni subite in quasi un anno di emergenza sanitaria, ma inizia a farsi strada l’idea che forse le istituzioni non abbiano saputo gestire la situazione nel migliore dei modi e che sostenerlo non significhi voler mancare di rispetto al lavoro altrui.
E allora, cari amici che avete il buon cuore di seguire e condividere le mie riflessioni, credo sia giunto il momento di fornirvi qualche dettaglio sui due protocolli che il sottoscritto, insieme al dottor Franco Trinca, biologo Nutrizionista clinico, e ad altri medici di tutta Italia abbiamo messo a punto e applicato con successo che saranno il cuore del Progetto “Riapriamo l’Italia in Salute” che presto presenteremo ufficialmente: quanto leggerete nelle prossime righe è il frutto di un lavoro di squadra che nasce dall’esperienza individuale di tanti professionisti che, ciascuno per le proprie competenze e partendo dalle esperienze cliniche maturate nella quotidianità, hanno maturato competenze e tecniche che si sono rivelate efficaci contro il virus.
Il primo messaggio che va ribadito, quindi, è che IL COVID 19 SI CURA se trattato tempestivamente a domicilio. Ma il secondo messaggio, non meno importante, è che deve cambiare l’approccio delle istituzioni sui temi della salute pubblica e che bisogna iniziare a investire in modo più convinto sulla prevenzione.
I due protocolli, che nascono dalle esperienze cliniche del 2020, vanno in questa direzione e si sono rivelati assolutamente efficaci: 
• Il primo, definito di Medicina Biologica (elaborato in collaborazione col sottoscritto dal dott. Franco Trinca, Biologo Nutrizionista clinico) è preventivo e adiuvante-curativo, in generale di tutte le malattie infettive respiratorie e anche del Covid-19.
• Il secondo è farmacologico classico e sostanzialmente si basa sull’uso tempestivo di Idrossiclorochina, Eparina a basso peso molecolare e al bisogno, secondo la valutazione del Medico curante, di Azitromicina o altri antibiotici ed eventuali cortisonici.
Avremo modo di illustrare nel dettaglio i risvolti scientifici e le modalità di attuazione delle nostre strategie ma in questa occasione desidero anticiparvi alcuni aspetti che ritengo molto importanti perché in grado davvero di fare la differenza anche e soprattutto in chiave preventiva.
Il Protocollo di Medicina Biologica, che è integrabile se necessario con quello farmacologico, può essere sintetizzato così: 
A) alimentazione Bio vitalizzante, con una costante presenza di alimenti crudi (ortaggi, insalate, frutta di stagione, frutta oleosa e semi vari come girasole, lino, zucca), ricchi di antiossidanti e flavonoidi con riconosciuta azione antivirale anche su SARS-Cov2; inoltre equilibrio tra alimenti proteici (alternando pesce, carne, uova, formaggio) e pasti “vegetariani” (legumi, cereali a chicco intero, stufati di ortaggi), secondo il modello “mediterraneo”.
B) Integratori : Multiminerali e Multivitaminici ben bilanciati e completi nonché eventualmente formule a base di molecole “Nutraceutiche” come la Quercetina, sulla quale il CNR ha pubblicato un interessantissimo studio che ne dimostra la proprietà di legarsi con e inattivare una delle proteine virali necessarie alla replicazione del virus.
E’ con questo Protocollo di Medicina Biologica Integrata che io e i medici a me associati (per un bacino di circa 6.000 pazienti, molti più di un ospedale),  in collaborazione col dottor Trinca stiamo verificando effetti molto positivi sia sulle sindromi simili-influenzali, sia nei casi Covid positivi; e a riprova della validità dei nostri approcci terapeutici c’è il fatto che nell’ultimo anno abbiamo trattato a domicilio tutti i pazienti “tampone positivi” senza registrare alcun decesso, né abbiamo avuto l’esigenza di ricoverarne alcuno.
Sempre con il preziosissimo supporto del dottor Franco Trinca, a fronte di questa esperienza significativamente positiva, abbiamo lanciato il Progetto RIAPRIAMO L’ITALIA IN SALUTE che potete iniziare a consultare a questo link:
L’obbiettivo è diffondere, anche in relazione all’attuale emergenza Covid-19 (mal gestita con la fallimentare strategia governativa del Ministero della Salute, dell’AIFA, dell’Istituto Superiore di Sanità e del Comitato Tecnico Scientifico), i concetti di una Medicina Biologica tanto scientifica quanto “a misura d’uomo”, e indipendente dagli interessi delle grandi corporations farmaceutiche.
Questa “nuova-antica Cultura Medica” e di benessere, colma il vuoto lasciato dal Ministero della Salute nel campo dell’Educazione sanitaria della popolazione puntando su una vera Medicina preventiva (che non può coincidere con la monocultura vaccinale). L’obiettivo di una popolazione più sana è alla portata: serve una rivoluzione culturale che deve coinvolgere l’opinione pubblica grazie ad un ruolo sempre più centrale del medico territoriale, con il suo bagaglio di competenze e conoscenze legate alla gestione della quotidianità e a stretto contatto con i cittadini.
Ancora poche settimane di attesa e poi i tempi saranno maturi per presentare le nostre idee e le nostre proposte. Lo faremo utilizzando i nostri abituali canali social, intervenendo sui mezzi di informazione che vorranno ascoltarci ma poi vogliamo incontrare le persone: per questo saremo presenti in convegni e piazze di tutta l’Italia, laddove i cittadini ci inviteranno.
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