Il pastone della giornata politica

Inquietante anche il silenzio di SuperMarioDraghi. C’è da supporre che in lui subentri la vergogna.

C’è una canzone di Lou Reed – oramai un classico – che titolando ironicamente A Perfect Day evidenzia come nelle cose ordinarie ci sia insito qualcosa di drammatico reso ancor più struggente per il fatto di non aver reso esplicito il suo contenuto tragico. Potrebbe essere associato a questo 25 febbraio.
Draghi completa la sua squadra presentando i sottosegretari ed è ancor più evidente che si è trattato di un rimpastone in cui è stato fatto fuori l’ex presidente del Consiglio (di cui non abbiamo alcuna stima) per inserire chi sa fare meglio di conto con alcuni dei suoi, più l’allegra brigata di altri amici della Lega e di Forza Italia. Null’altro di diverso. Continuità piena. Non si capisce il motivo allora di tanto psicodramma nel quale si paventavano le elezioni anticipate. Inquietante anche il silenzio di SuperMarioDraghi. C’è da supporre che in lui subentri la vergogna.
Ma l’attenzione deve vertere sulle prossime misure per fronteggiare la pandemia. Perché non sdoganare i vaccini alle farmacie che lo richiedono? Perché non muoversi verso la Russia per acquisire il loro vaccino? Troppa paludosa ossequiosità a norme statuarie dell’Unione. Aspettiamo allora il summit dei leader in videoconferenza a Bruxelles, sentiamo cosa ci diranno i primi amministratori delle imprese farmaceutiche. (Se avessero venduto partite che dovevano arrivare agli stati nazionali ce lo direbbero?) E non è possibile che la salute del mondo sia in mano ad alcune imprese, pur multinazionali.
Nel frattempo, sempre oggi, il governo della repubblica si è sentito con i presidenti degli enti regione. E il ministro dello sviluppo economico, Giorgetti, crede che il vaccino possa essere prodotto da altre aziende farmaceutiche. Ma il problema sono i tempi. Se non si accelera nelle decisioni non si può pretendere che i tempi strutturali della tecnologia facciano i miracoli.
Anche perché la pandemia riprende quota. “Spie rosse” in quarantuno Province.
In questo bailamme quelli che costituiscono l’asse originario di governo – Pd e Cinquestelle – sono ancora preoccupati dei loro mal di pancia. Tanto che oggi Goffredo Bettini su IL Riformista spiega le ragioni per cui Cinquestelle, Pd e Liberieuguali abbiano scelto di fare l’intergruppo alla camera. Spiegazione di cui avevamo bisogno! Profondamente esaustiva! Sono queste le cose che cambiano il volto del mondo!
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