Tokyo 2020: le calciatrici si inginocchiano

Il permesso del Cio, nessuna violazione delle regole

In campo contro il razzismo

L’esordio del torneo di calcio femminile protagonista della pre apertura delle Olimpiadi 2020, è stato segnato da due avvenimenti: la sonora sconfitta per 3 a 0 degli Usa inflitta dalla squadra svedese, gli inginocchiamenti delle ragazze prima del fischio di inizio.

Anche la Nazionale britannica aveva preannunciato il gesto, in supporto ai colleghi dei Tre Leoni vittime di insulti razzisti dopo la sconfitta nella finale a Londra contro l’Italia.

D’altra parte Thomas Bach, presidente del Cio, ha voluto in proposito fare chiarezza e precisare che inginocchiarsi è permesso e che non c’è alcuna violazione delle norme. 

Il riferimento è alla regola 50 della Carta olimpica:“Non è consentito alcun tipo di manifestazione o di propaganda politica, religiosa o razziale nei siti, nelle sedi o in altre aree olimpiche”. Lo scoppio della questione Black Lives Matter ha però acceso i fari su questa regola considerata ormai “antistorica” rispetto a quanto stava accadendo anche nel mondo sportivo.

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Se il debutto delle yankees, campionesse del mondo in carica imbattute dal 2019 e considerate tra le candidate all’oro olimpico è stato traumatico, l’inginocchiamento ha rappresentato un segnale forte per tutti: il tema del razzismo accompagnerà di sicuro l’edizione numero 32 dei Giochi olimpici.

Foto: corriere.it

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