Legge di bilancio approvata in Consiglio dei ministri

Misure per circa trenta miliardi il Documento programmatico di bilancio prevede risorse in deficit per 23,4 miliardi

L’hanno letta la proposta e approvata finalmente i ministri, contrariamente alla pratica sbrigativa che avrebbe voluto imporre il presidente del Consiglio. In tutto si contano centottantacinque articoli. La bozza di manovra  approvata a Palazzo Chigi prevede il taglio delle tasse, nuovi ammortizzatori, l’intervento sulle pensioni, il reddito, il rinvio della sugar e plastic tax, i congedi per i papà, il rinnovo dei bonus edilizi, i fondi per la sanità e anche per il Giubileo 2025. Tra le misure più attese, oltre alle pensioni.

La manovra è da trenta miliardi. Otto sono destinati al taglio Irpef e Irap. Quota 102 per un anno, stretta su Reddito cittadinanza e rinvio della sugar e plastic tax al Primo gennaio 2023, queste le misure più attese. Confermati anche i congedi per i papà, il rinnovo dei bonus edilizi, i fondi per la sanità e anche per il Giubileo 2025.

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Messi in bilancio ulteriori due miliardi a quelli già previsti per attenuare la portata dell’aumento delle bollette per l’energia casalinga. Sulle pensioni si è chiuso con il criterio dei trentotto anni di contribuzioni e sessantaquattro anni di età come criterio per ottenere la pensione per le annate che sono in predicato di arrivare alla quiescenza. Il diritto può essere conseguito entro il 31 dicembre 2022 ma può essere esercitato anche successivamente.

Al fine di alleggerire il peso fiscale sono state messi dodici miliardi.  Otto miliardi sono destinati per ridurre le imposte sulle società, sulle persone, sul cuneo fiscale ma ci sono anche altre ipotesi sulle quali si discuterà in Parlamento.
Quaranta miliardi in tre anni destinati alla riduzione delle imposte. Di questi, ventiquattro vanno al cuneo e la parte restante agli incentivi fiscali, alle famiglie e imprese per il patrimonio immobiliare e la digitalizzazione.
Ma sulle pensioni si vuole tornare al pieno sistema contributivo ed è anche su questo che i sindacati non concordano e preparano la piazza. IL prossimo appuntamento non è solo di verifica delle rispondenze tra le organizzazioni sociali del lavoro, ma anche in Parlamento che dovrà discutere queste misure.

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