Tivoli – Appello per i cani delle cave, sì alla sterilizzazione no all’accalappiamento

Le associazioni animaliste ai Comuni di Tivoli e Guidonia: “Sono cani ferali, in canile sarebbero destinati all'ergastolo”

“Sì alla sterilizzazione, no all’accalappiamento”. Le associazioni animaliste si mobilitano per i cani delle cave, tra gli ottanta e i cento randagi, che vagano tra le attività in cerca di cibo e privi di assistenza veterinaria, alcuni dei quali in questi giorni oggetto di catture indiscriminate.

Con una lettera appello rivolta ai sindaci di Tivoli e Guidonia, Giuseppe Proietti e Michel Barbet e ai relativi assessori, nonché al direttore generale della Asl Rm5 Giorgio Giulio Santonocito una decina di associazioni, capofirmataria Donatella Ibba per il Coordinamento Cittadini Lazio, hanno chiesto un intervento mirato che non porti solo alla cattura e quindi al relegamento in un canile “dove rischierebbero all’ergastolo, a vita, in quanto cani ferali, inavvicinabili”.

Ecco il testo della lettera appello: “Scriviamo la presente in riferimento al folto branco di cani ferali (si stima un numero tra le 80 e le 100 unità) che da circa un decennio dimora presso la zona delle cave tra il Comune di Guidonia Montecelio e il Comune di Tivoli.
Tali cani sono da anni accuditi e nutriti da residenti e membri di associazioni animaliste in forma di volontariato spontaneo, questo ha permesso che il branco non si spostasse alla ricerca di cibo cosa che avrebbe creato difficoltà alla circolazione dei veicoli e possibili situazioni di pericolo.

NO ALLE CATTURE

LEGGI ANCHE  TIVOLI - Le Fontane di piazza Garibaldi non zampillano, 14 mila euro per ripararle

Proprio i cittadini che si sono fatti carico del sostentamento degli animali si sono rivolti alle nostre associazioni segnalando il fatto che in questi giorni stanno avvenendo svariati accalappiamenti da parte degli organi preposti e che sono preoccupati per la sorte dei cani in oggetto.
I cani “delle Cave” infatti, pur essendo accuditi e sostentati, sono per lo più cani diffidenti e poco abituati al contatto con gli esseri umani ed anzi possono essere denominati cani ferali. Questa condizione non permette di pensare per loro ad una collocazione presso famiglie.

“LA VIAPER SALVARLI, STERILIZZAZIONE E MICROCHIAPPATURA”

Si prospetterebbe quindi una intera vita di detenzione nei canili municipali per tutti i soggetti adulti, il che oltre a rappresentare un ingente costo a carico dei Comuni, non rispecchia certamente una situazione di idoneità e di rispetto per il benessere animale.
Per tutto quanto su esposto, le scriventi associazioni, ai sensi della:
Legge 14 agosto 1991, n.281 “Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo”
Legge 20 luglio 2004, n.189 “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”
L.R. 21 Ottobre 1997, n. 34 “Tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo”
si rivolgono ai due Sindaci in epigrafe,nella loro qualità di effettivi proprietari dei cani vaganti sui territori rispettivamente amministrati, perché di concerto con la Dirigenza della ASL ROMA 5, nella persona del suo direttore generale, Dott. GIORGIO GIULIO SANTONOCITO, dispongano un protocollo di sterilizzazione, microchippatura e di riammissione nella loro precedente sede stanziale, come previsto dall’art.9 della L.R.34/97 e smi. al fine di scongiurare situazioni di contenzione perenne per tali animali, che configurerebbe danno erariale e ipotesi di maltrattamento animale.
Chiediamo altresì che vengano sospese le catture fino a che non avverrà la definizione dell’iter di protocollo di sterilizzazione e ricollocazione nella sede delle cave, di cui prima di ogni singola cattura. Certi di un sollecito e positivo accoglimento della presente, al fine di evitare maggiori criticità e/o catture indiscriminate che veicolino al canile il destino di detti animali per sempre , restiamo in attesa, via pec, di un cortese sollecito cenno di riscontro”.

LEGGI ANCHE  GUIDONIA - Spaccio di crack e cocaina, albanese condannato a 2 anni e liberato

Hanno firmato la lettera anche le associazioni: AMBIENTE TRASPARENTE ONLUS, CITTADINI PER FONTE NUOVA E’ NOSTRA , CODICI – Centro per i diritti del cittadino, COMITATO CITTADINI DI FONTE NUOVA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO, COMITATO SALUTE E AMBIENTE ASL ROMA5, EARTH, GENTE DI FONTE NUOVA, INSIEME PER COLLE FIORITO, PRO SANTA LUCIA, MARCOSIMONEONLINE – Amici di Semola, SAGRA DELLE ROSE 2.0, ZERO WASTE LAZIO.

Condividi l'articolo:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.