GUIDONIA – Elezioni, il ritorno di Adalberto Bertucci

Il candidato di Fratelli d’Italia è Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma e Provincia: “Rilancio economico e occupazione”

Ha 74 anni e l’entusiasmo di un esordiente alla sua prima sfida. Si presenta così, Adalberto Bertucci, alla campagna elettorale del 12 giugno prossimo, quando i cittadini di Guidonia Montecelio voteranno per il nuovo sindaco e per il nuovo consiglio comunale.
Bertucci sarà il candidato di Fratelli d’Italia e crede alla vittoria della coalizione di Centrodestra che sostiene Alfonso Masini sindaco.
Per il sei volte Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma e Provincia, è un ritorno alla passione di sempre, la Politica, che lo ha visto protagonista prima a Guidonia Montecelio come Consigliere comunale e Assessore negli anni 80 e 90 nelle fila del Movimento Sociale Italiano, poi come Consigliere in Campidoglio con Alleanza nazionale e infine Amministratore delegato di Atac durante l’amministrazione di Gianni Alemanno.
Incarico manageriale, quest’ultimo, che nel 2010 travolse Bertucci nella famosa “Parentopoli”, l’indagine sulle assunzioni nella municipalizzata culminata nel 2020 in Corte d’Appello con l’assoluzione dall’accusa di abuso d’ufficio.
Già due anni fa il Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro annunciò il suo ritorno in campo nella città dove vive e lavora da 53 anni.
Bertucci, non so se qualcuno glielo ha già chiesto: chi glielo fa fare di candidarsi a 74 anni?
“Io sono innamorato di Guidonia, le devo tutto.
Sono un uomo che ha amministrato la più grande azienda di trasporti d’Europa e che a 22 anni ha iniziato la professione, non mi serve niente, ho tutto, è sufficiente leggere la mia dichiarazione dei redditi,
Le rivelo un aneddoto che a volte racconto ai miei nipoti: al diploma di Ragioneria fui bocciato un paio di volte perché pensavo alla politica, ma vicino ai 60 anni ho preso tre lauree, tra cui Giurisprudenza per difendermi meglio al processo Parentopoli.
E poi, se il presidente degli Stati Uniti ha 78 anni, perché io non posso fare il consigliere comunale?”.
Quale valore aggiunto pensa di poter dare ad una amministrazione comunale di Centrodestra?
“Per amministrare Guidonia ci vuole autorevolezza derivata dalla competenza che ho dimostrato nel corso della mia carriera professionale e politica, ci vuole capacità di non essere ricattabile e io non ho scheletri nell’armadio né interessi privati da difendere”.
Per amministrarla ci vuole anche un pizzico di pazzia o sbaglio?
“Non mi manca neanche quella. Sono uno che nel 2000 si ritrovò una pistola puntata in faccia, reagì e buttò per terra il rapinatore.
Battute a parte, il mio programma parte dal rilancio delle attività produttive e del commercio, parte dal confronto con Confcommercio e Confesercenti alla ricerca di una soluzione valida per evitare che questa città si spenga con la crescente chiusura delle attività”.
Guidonia Montecelio resta sempre un Comune pieno di debiti e con una pianta organica insufficiente che è causa di tanti disservizi per i cittadini, a cominciare dalle chiusure delle delegazioni.
“I dipendenti vanno ringraziati perché dovrebbero essere più di quanti sono. L’amministrazione deve fare uno sforzo e saper parlare col governo: non voglio mettere sulla croce nessuno, ma se si ha un parlamentare di riferimento in città non si può accettare la solita risposta “Abbiamo sistemato i bordelli del passato”.
Per cui va assunto nuovo personale incentivando anche economicamente quello già in servizio: la meritocrazia va premiata”.
Qual’è la Guidonia che vorrebbe?
“Una Guidonia che abbia una certezza: un’amministrazione comunale e un consiglio con maggioranza e opposizione che, al di là delle posizioni, cerchino un interesse comune, ossia migliorare la vita dei cittadini.
Soltanto così si può avere una Guidonia con molti meno disoccupati, creando occasioni di lavoro.
Bisogna partire da un bilancio che possa prevedere per chiunque apra una nuova attività agevolazioni sui tributi, ad esempio la riduzione della tassa sulla pubblicità, e soprattutto la sburocratizzazione per incentivare impresa e occupazione”.
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