GUIDONIA: TeatroFestival, stasera va in scena “Smith&Wesson”

Alle 21 al Teatro Imperiale i giovani attori de “La Chimera” in gara per la conquista del premio “Corvo d’Oro

di Dajana Mrruku

Questa sera, venerdì 22 aprile, al Teatro Imperiale di Guidonia continua la corsa al “Corvo D’Oro”, il premio in palio al “TeatroFestival”, la kermesse promossa dal Direttore Anna Greggi aperta a compagnie amatoriali e professioniste.

Sul palco sale “La Chimera”, una compagnia teatrale amatoriale, con lo spettacolo dal titolo “Smith&Wesson”. Questo sarà l’ultima performance della compagnia prima che aderisca al Teatro dell’Applauso, ma l’anima della compagnia resta composta da Valentina Mancini, 24 anni, personal trainer, Federico Fanella, 23 anni, insegnante di teatro al Teatro dell’Applauso di Guidonia, Daniele Casertano, 20 anni, studente universitario di ingegneria, Carlotta Carboni, anche lei 20 anni, aspirante attrice , ed Emanuele Eleuteri, 22 anni, dipendente.

“La Chimera” è nata dall’idea di Federico Fanella, il regista dello spettacolo, ed Emanuele Eleuteri, attore che di fronte alla scelta del nome da assegnare al gruppo, non ha esitato. Chimera. Il motivo? La sua sostanza stessa: un’utopia, ma anche un animale mitologico composto da molti elementi diversi insieme. Nel loro caso elementi artistico come fotografia, cinema, teatro.

Stasera all’ingresso del Teatro Imperiale verrà allestita una mostra fotografica a cura di Lorenzo Papili e Giorgia Gardani della sezione fotografia della compagnia, che riprenderà i protagonisti dello spettacolo. Lo spettacolo inizierà alle 21 e il biglietto si acquista direttamente al teatro al prezzo di 10 euro.

Come è nata “La Chimera”, la vostra compagnia teatrale amatoriale?

Federico: “La Chimera” è nata da me ed Emanuele (Eleuteri). Da piccoli facevamo teatro in chiesa, poi, crescendo volevamo sperimentare da soli e abbiamo fondato la nostra associazione “La Chimera”. Abbiamo debuttato con un nostro primo spettacolo “L’Oltre”, e poi “Upside Down” al teatro di Sergio Fedeli, a Montecelio. Lo ringrazierò sempre per l’opportunità che ci ha dato di iniziare.

Valentina: Nel 2020 doveva andare in scena il terzo atto della trilogia diretto e scritto da Federico, “Il Redivivo”. L’idea sarebbe quella di riproporli e migliorarli anche. La Chimera vuole essere un’associazione artistica a livello culturale e sociale. Vogliamo portare avanti qualsiasi concetto di arte, dalla pittura alla fotografia. Qualsiasi cosa possa essere considerata “arte”. Durante il periodo della pandemia abbiamo usato il canale Twitch per poter parlare di cinema e approfondire vari aspetti cinematografici, ed ha avuto molto successo. Dall’anno scorso siamo tornati a concentrarci sul teatro.

Come vi siete conosciuti?

Valentina: Sono andata a vederli a teatro e appena ho visto Federico gli ho detto testuali parole: “Federico io voglio fare questo”. Sono entrata così nella compagnia e ho fatto i provini per lo spettacolo “Upside down”, ottenendo la parte del vagabondo. Con “La Chimera” ho scoperto di quanto io abbia bisogno di recitare. Andare in scena è una delle esperienze più belle che io abbia mai provato.

LEGGI ANCHE  GUIDONIA - Dante, Caravaggio e Pirandello: al “Volta” la Letteratura si studia al cinema

Federico: Non dimenticherò mai quando, la sera della prima replica, Vale è venuta da me a confessarmi di quanto fosse in ansia e che, allo stesso tempo, avrebbe voluto che quest’esperienza non finisse mai.

È la prima volta che partecipare ad un concorso con tale visibilità come il TeatroFestivalCittà di Guidonia? Perché partecipate?

Federico: Da quando ho scoperto che si sarebbe fatto il concorso ho detto ai ragazzi che vi avremmo partecipato. Avevo la necessità di confrontarmi con una realtà più grande e il teatro Imperiale di Guidonia permette di metterci alla prova.

Ci raccontate la trama di “Smith&Wesson”?

Valentina: “Smith&Wesson” di Alessandro Baricco. Wesson vive alle cascate del Niagara, un uomo un po’ eremita, convinto delle sue idee e il suo modo di vivere la vita. Smith è un personaggio molto più esuberante e nevrotico che va alle cascate del Niagara e conosce Wesson. Infine c’è Rachel Green che è una giovane giornalista che sta cercando uno scoop che la farà diventare famosa. È arrivata ad un punto cruciale della sua vita. Ha bisogno di una svolta e anche Smith e Wesson necessitano di una svolta.

Federico: Sono tre disagiati con le loro peculiarità e messi insieme vivranno tantissimi momenti comici. Diventeranno amici e si creerà un legame molto forte.

Come è nato lo spettacolo?

Federico: Qualche anno fa, io ed Emanuele con altri amici siamo andati in vacanza insieme. Nel posto dove alloggiavamo c’era una libreria dove ho trovato il libro di Baricco. Conoscevo l’autore, ma non sapevo avesse scritto anche sceneggiature teatrali. L’ho iniziato e finito in un’ora e mezza. L’ho fatto leggere ad Emanuele e anche lui dopo un’ora e mezza l’ha finito. Questo andava messo in scena.

Quale messaggio volete trasmettere al pubblico con il vostro spettacolo?

Valentina: Vivere la vita fino in fondo e non fermarsi davanti agli ostacoli. Accontentarsi non basta perché bisogna correre dei rischi.

Voi avete corso i vostri rischi?

Federico: Si, continuamente.

Quali sono i pregi e i difetti di far parte di una compagnia amatoriale?

LEGGI ANCHE  GUIDONIA – Un Museo nella scuola: applauso al Majorana dal MAXXI

Federico: Principalmente hai altre priorità. Non hai intenzione di veder crescere quella compagnia come principale priorità. C’è chi lavora, chi non è disponibile. Bisogna tener conto delle priorità di tutti e venirsi incontro.

Valentina: Anzi, siamo stati bravi noi ad organizzarci. Daniele ed Emanuele sono anche capi scout, io lavoro fino a tardi. Abbiamo dovuto posticipare le prove anche per me.

Il vostro spettacolo doveva debuttare l’8 aprile, ma a causa del Covid è stato spostato al 22. Cosa vuol dire preparare uno spettacolo durante una pandemia?

Valentina: Purtroppo è come vivere lo stesso incubo, ripetutamente. Prima il nostro regista, Federico, e uno degli attori principali poi, hanno contratto il Covid-19, per fortuna con sintomi lievi, poiché vaccinati.

Federico: Io sono stato positivo per 7 giorni, mi sono negativizzato all’ottavo. Fino all’ultimo io avevo la paura di non farcela. Si parlava anche di sostituirmi in regia, ma io non mi fido di nessuno! Basta veramente poco perché lo spettacolo non riesca!

Da dove nasce il vostro amore per il teatro?

Federico: Dalle medie, con il professore di musica Paolo Iorio, che curava i progetti teatrali. Con “Il poeta e Margherita” fui scelto per la parte da protagonista e me ne sono innamorato subito. Poi ho continuato a coltivare la mia passione e al liceo Ettore Majorana ho vinto il premio Giontella per la scrittura di “L’Oltre”.

Valentina: Io sin da piccola sono sempre stata un po’ un’attrice, mi piaceva interpretare dei ruoli per gioco ed essere buffa. Vedendo poi il loro spettacolo (La Chimera) ho proprio pensato che volevo fare esibirmi.

Cosa significa tornare a teatro dopo due anni di stop?

Federico: I miei lavori mi danno un’emozione incredibile, ho l’ansia a mille e sono veramente emozionato. È il nostro primo spettacolo professionale all’interno di un teatro professionale. È la prima volta per tutti noi.

Valentina: Esibirti per qualcuno, che sia una persona sconosciuta o meno, dà una grandissima carica e voglia di far bene e far godere a tutti lo spettacolo!

C’è un premio, tra quelli del TeatroFestival, a cui ambite particolarmente?

Valentina: Federico li vuole tutti!

Federico: Tutti in maniera irrazionale! Se devo essere oggettivo, dico che i ragazzi si meritano almeno un premio a testa perché sono veramente bravi. Il personaggio che interpretano sembra cucito addosso a loro. Tutto fatto per loro.

Condividi l'articolo:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.