Il super boss è in gabbia, la Meloni va a raccogliere gli applausi

La cattura di un boss ormai al capolinea

Non ha resistito Giorgia Meloni: di fronte agli applausi per l’arresto del super latitante Matteo Messina Denaro si è precipitata a Palermo a prendersi la sua fetta di successo. La Presidente del Consiglio ha voluto mettere così la firma del suo governo sulla cattura. Applausi a buon mercato (e mal calcolati o mal consigliati). Perché è vero che tutti gli italiani sono contenti dell’arresto del mafioso che tra i tanti delitti commessi si è marchiato anche quello di aver sciolto nell’acido un bambino, ma quella corsa, il volo, verso Palermo della premier è sembrato eccessivo, una tantino fuori luogo.

Anche perché agli italiani non è arrivata l’idea di un super boss smascherato nella sua tana lontana mille miglia dalla sua Sicilia, ma di un uomo sopra alla mezza età, divorato dalla malattia, un brutto tumore al colon, che dopo trent’anni di latitanza, probabilmente sempre a un passo da casa, si è lasciato catturare (LEGGI QUI). Quindi applausi sì, ma ci vorrebbe anche un lungo momento di riflessione.

 

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