GUIDONIA – Ryder Cup, Fosso del Pratone a rischio esondazione: la denuncia degli ambientalisti

Durante i lavori è stata rimossa la vegetazione ripariale

Dalla Associazione “Amici dell’Inviolata” Onlus, dall’Associazione Naturalistica Valle dell’Aniene – ANVA, dal Comitato per il Risanamento Ambientale – CRA e da Italia Nostra – Sez. Aniene riceviamo e pubblichiamo una lettera di protesta trasmessa anche alla Regione Lazio, Città Metropolitana, Roma Capitale, Comuni di Guidonia Montecelio, Fonte Nuova, Mentana e per conoscenza alla Procura di Tivoli relativamente agli interventi sul Sistema Viario Regionale per la sostenibilità della manifestazione sportiva Ryder Cup 2023:

“Per i lavori di rifacimento di Via di Marco Simone, eseguiti in vista dell’evento sportivo “Ryder Cup 2023”, non è stato tenuto conto – a parere degli scriventi – dei problemi ambientali che questi avrebbero apportato all’area interessata.

Fosso del Pratone con la vegetazione ripariale rimossa

Anzitutto non è stata progettata, come necessaria opera compensativa, la costruzione di sottopassaggi o la messa in opera di dissuasori per la fauna selvatica, che sarebbero serviti per mitigare il road-killing ed eventuali pericolosi incidenti dovuti all’impatto con animali di grossa taglia, quali i cinghiali presenti nella zona. I sottopassaggi, o più semplicemente dei dissuasori, avrebbero permesso un più facile attraversamento della carreggiata da parte della fauna selvatica.

Lavori pesanti svolti nel Fosso del Pratone e nel bosco residuale di Monte dell’Oro

Cosa ancor più grave, con l’ampliamento della strada in oggetto è aumentata la vicinanza di questa con il Fosso del Pratone (affluente sinistro di Fosso di Marco Simone o Fosso di Pratolungo), area sottoposta a vari vincoli di protezione, dalla Legge Galasso alla Rete Ecologica Provinciale (REP) ed alle prescrizioni dell’Autorità di Bacino dell’Italia Centrale. Il fosso è stato inoltre riscavato, in parte cementato ed è stata asportata la vegetazione ripariale.

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Sia la vicinanza della strada col fosso in questione che la cosiddetta “pulizia” di quest’ultimo non fanno altro che aumentare il rischio di esondazione, e quindi di allagamento della strada e di tutti i disagi che esso comporta in caso di evento meteorico “estremo”.

Rettificare, cementificare, semplificare le sezioni trasversali, creare degli ostacoli che interrompono la continuità longitudinale, ridurre la portata, sono infatti azioni che possono avere effetti estremamente dannosi in questi termini e contribuire all’aumento del rischio a seguito di eventi metereologici più intensi” (APAT, 2003).

Inoltre, ricordiamo che l’ambiente ripariale è l’habitat idoneo per molte specie vegetali e animali. In particolare, nel suddetto fosso lungo la Via di Marco Simone, è registrata la presenza di Coenagrion castellanii, specie endemica protetta dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat” (All. II), oltre che di Coenagrion pulchellum, entrambe non presenti nel limitrofo Parco Regionale Naturale Archeologico dell’Inviolata di Guidonia e considerate rare e piuttosto localizzate.

Il rinvenimento di queste due specie è avvenuto nel corso di 50 sopralluoghi effettuati dalla Società Romana di Scienze Naturali (SRSN) nel tratto di Campagna Romana che comprende anche il Fosso del Pratone e il bosco residuale (cerreta mista) di Monte dell’Oro; queste ricerche hanno portato al censimento di 309 taxa di Insetti, 30 di Molluschi, 54 di Vertebrati e 161 di piante Tracheofite (Giardini et al., 2016.; Crucitti et al., 2016; 2017).

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Si tratta quindi di un’area abbastanza ricca di biodiversità nonostante l’estensione contenuta.

Nel corso dei lavori effettuati nel fosso, i mezzi pesanti sono entrati anche in un tratto della cerreta residuale. Una particolarità di questo lembo di macchia boschiva sopravvissuto è la presenza di Styrax officinalis, una pianta di notevole interesse fitogeografico, presente in Italia in gran numero solo nella regione tiburtino-lucretile-cornicolana, e la sua presenza a Monte dell’Oro costituisce la stazione più vicina a Roma. La specie non è stata rinvenuta neanche all’interno del Parco dell’Inviolata.

Tutto ciò considerato, oltre alle già note problematiche legate ad un consumo di suolo in aumento nonostante gli allarmi delle istituzioni, i rischi ambientali conseguenti agli ampliamenti delle carreggiate e delle rotonde stradali, si porta alla conoscenza delle Autorità in indirizzo la forte preoccupazione degli scriventi per i detti lavori eseguiti in modo estremamente “disinvolto”, superficiale e rischioso per la fauna e la flora locali”.

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