PALOMBARA SABINA – Scarica e brucia rifiuti, il Comune chiede i danni allo “zozzone”

L’amministrazione Palombi è parte civile nel processo contro un 60enne italiano

Fu sorpreso a scaricare rifiuti in un terreno agricolo di un privato, dove furono rinvenute anche tracce di legno e plastica bruciati. Per questo l’amministrazione comunale di Palombara ha deciso di costituirsi parte civile nel processo penale a carico di un 60enne italiano imputato davanti al Tribunale di Tivoli per discarica abusiva, gestione e combustione illecita di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.

E’ quanto emerge dalla delibera numero 111 – CLICCA E LEGGI LA DELIBERA – approvata lunedì 27 novembre dalla giunta guidata dal sindaco Alessandro Palombi.

Con l’atto viene autorizzata la nomina di un avvocato che perori gli interessi dell’Ente e richieda e ottenga il risarcimento dei danni materiali, morali e di immagine subiti dal 60enne.

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La vicenda risale al 14 agosto 2019, quando i Carabinieri Forestali della Stazione di Palombara Sabina accertarono l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti all’interno di un fondo agricolo privato in via di Crepacuore, località Colle Marocco. I militari rinvennero carcasse di frigoriferi, elettrodomestici, stoffe, contenitori in plastica e metallo, rifiuti derivanti da demolizioni edili, alcuni dei quali combusti, per questo denunciarono il 60enne.

Vale la pena ricordare che in località Crepacuore, a pochi metri dalla discarica abusiva, a maggio 2021 gli stessi Carabinieri Forestali della stazione di Palombara Sabina hanno scoperto un sepolcreto risalente ad un’epoca compresa tra il primo e il secondo secolo dopo Cristo.

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Si trattava di un’area adiacente ad un terreno sequestrato il 13 aprile 2021 dai militari nel corso di un blitz al termine del quale fu denunciato sempre il 60enne italiano per discarica abusiva, gestione e combustione illecita di rifiuti speciali pericolosi.

Durante un controllo del terreno sequestrato i militari notarono segni inequivocabili di scavi abusivi nell’area circostante e una successiva verifica aveva permesso di rinvenire frammenti antichi. Insomma, qualcuno era entrato in azione anche con mezzi meccanici nel sito archeologico risalente a quasi duemila anni fa.

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