“Salvate la Sanità! Come avete salvato le banche!”

Sciopero di medici, dirigenti sanitari e degli infermieri per oggi 5 dicembre

Assunzioni e detassazione! Quindi, risorse per il rinnovo del contratto. Immunità del medico che lavora sempre secondo coscienza, quindi smantellamento delle vertenze legali a danno del professionista in medicina da parte dei pazienti. E infine: niente più tagli alle pensioni. La manovra finanziaria prossima ad esser votata in Parlamento proprio non va giù al mondo della Sanità. Meno che briciole sono arrivate dopo tre anni di promesse in tempo di pandemia. La parola d’ordine è salvare il servizio sanitario nazionale.

Sono i medici e il personale paramedico a scendere in piazza. Oggi incrociano le braccia e si può ben dire che hanno il valore contrattuale più alto di qualsiasi categoria professionale. Sono a rischio servizi sanitari come gli esami di laboratorio, gli interventi chirurgici programmati, quindi non urgenti, le visite, le radiografie. IN tutto si tratta di un milione e mezzo di prestazioni sanitarie. Non c’è contezza sul fatto che tutte possano essere rinviate, ma ha comunque queste proporzioni la posta in gioco in questa astensione dal lavoro per motivi di vertenza sindacale. Sono garantite però le prestazioni di urgenza. Si prevede il Sit-in a Roma in Piazza Santi Apostoli alle ore 11.30, ma la sua praticabilità è resa difficile dalle condizioni atmosferiche. Altre manifestazioni in tutta Italia.

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“Solidarietà” e “vicinanza” sono però le parole d’ordine che arrivano dal presidente degli Ordini dei medici Filippo Anelli. Altra giornata di mobilitazione si prevede per il 18 dicembre. Ci sarà nuovamente sciopero ma indetto da Intersindacale medica.

Ma il problema della Sanità pubblica è proprio strutturale. Mancano trentamila medici ospedalieri. L’assistenza mancante più grave è proprio ai Pronto Soccorso. Carenze di personale anche nel mondo degli infermieri con stipendi troppo bassi se messi in relazione alla mole di lavoro, alle responsabilità e ai rischi. Nel 2025 andranno in pensione quarantamila unità di personale: medici e infermieri.

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