FONTE NUOVA – Strada senza guardrail, 19enne precipitò nel burrone: Comune condannato

Sentenza del Tribunale a dieci anni dalla tragedia di via delle Molette in cui perse la vita Daniel Pizi

Si chiamava Daniel Pizi e non aveva ancora compiuto 19 anni.

Daniel Pizi di Santa Lucia di Fonte Nuova perse la vita in via delle Molette il 5 ottobre 2013 a soli 19 anni

La sua vita fu spezzata in un tragico incidente in via delle Molette, la strada provinciale che collega Mentana e Santa Lucia di Fonte Nuova. Una strada senza guardrail, per questo la Smart di Daniel precipitò in un dirupo di quasi venti metri e per il ragazzo non ci fu nulla da fare.

Il tratto di via delle Molette in cui la Smart del ragazzo precipitò in un dirupo di 22 metri

Era sabato 5 ottobre 2013 e per dieci anni la famiglia ha sempre sostenuto che quella tragedia si sarebbe potuta evitare se solo l’amministrazione comunale di Fonte Nuova avesse installato una barriera di protezione tra la strada e il dirupo, come previsto nella convenzione per la gestione della strada stipulata con l’ex Provincia di Roma.

Il Tribunale di Tivoli ha condannato un ex dirigente ai Lavori pubblici del Comune di Fonte Nuova

Ora lo sostiene anche il Tribunale di Tivoli che mercoledì 21 febbraio ha condannato in primo grado per omicidio colposo a 8 mesi di reclusione col beneficio della pena sospesa F. E. B., ex dirigente ai Lavori pubblici del Comune di Fonte Nuova.

Il Tribunale ha riconosciuto inoltre il diritto al risarcimento danni in separata sede civile per la mamma Maria, il papà Giuseppe, e i fratelli Marco e Davide, tutti e quattro costituitisi parte civile nel processo attraverso gli avvocati Roberto Guidetti di Napoli e Giuseppe Gioffrè di Roma.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 90 giorni.

“La condanna dell’imputato e il risarcimento non potranno restituirmi Daniel – commenta la mamma Maria Costanzoma almeno ora abbiamo la verità: mio figlio è stato vittima di un sistema negligente che non si è mai preoccupato di mettere in sicurezza una strada pericolosa come via delle Molette.

In questi dieci anni ho sentito Daniel sempre vicino a me e mi ha dato la forza di affrontare questo lungo e tortuoso percorso giudiziario, sono convinta che ora lui è felice e orgoglioso della sua mamma per il risultato ottenuto”.

Nato il 19 ottobre 1994, cresciuto a Santa Lucia, frazione del Comune di Fonte Nuova, Daniel Pizi si era diplomato con il massimo dei voti all’Enfap, il Centro di Formazione Professionale “Don Luigi Di Liegro” di Monterotondo, specializzandosi come elettricista, e in attesa di un impiego stabile lavorava insieme al padre operaio in alcuni cantieri.

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Il calcio, la sua grande passione.

Tifoso della Roma, da ragazzino Daniel aveva giocato come portiere nella locale squadra di calcio e ancora giocava spesso con gli amici a calcetto.

Anche quel maledetto sabato 5 ottobre 2013 aveva in programma una partita con gli amici, prima di seguire in tv la sfida tra Roma Inter.

Il new jersey di cemento armato installato in via delle Molette dopo la tragedia di Daniel Pizi

Erano da poco passate le ore 18, quando il 19enne di Santa Lucia stava percorrendo via delle Molette scendendo da Mentana a bordo della sua Smart nera.

Era diretto a casa in via Palombarese, dove abitava con la madre Maria Costanzo.

Per cause mai chiarite, Daniel perse il controllo dell’auto nel tratto tra la Deluxe e la zona artigianale, invase la corsia opposta, precipitò in un dirupo di 22 metri e morì sul colpo.

Pioveva quel pomeriggio, l’asfalto era viscido, un paio di curve lievi ma insidiose combinate con l’assenza di un guardrail o di reti di protezione costituirono una trappola mortale per il 19enne.

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L’esame autoptico escluse fin da subito l’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti, per cui il processo ha avuto come oggetto la dinamica.

“Le perizie hanno dimostrato che l’incidente non è stato causato dall’elevata velocità – aggiunge Maria Costanzo – Daniel viaggiava nei limiti e ha avuto solo la sfortuna che le ruote posteriori della sua macchina abbiano toccato l’erba. Non sappiamo cos’è successo, forse un cane gli ha attraversato la strada all’improvviso, questo non lo sapremo mai, mio figlio era molto prudente alla guida e non correva mai.

L’unica cosa certa è che la strada era pericolosa e continua ad esserlo”.

Dal giorno della tragedia Maria Costanzo si batte per chiedere un intervento, affinché non si ripetano altri incidenti come quello in cui ha perso la vita il figlio Daniel.

Infatti decine di altri incidenti si sono verificati in questi anni, nel 2020 uno addirittura simile a quello di Daniel con una microcar volata giù dal burrone. Il giovane in quell’occasione si è salvato solo grazie al Gps collegato al telefono del padre che lo ha rintracciato in gravissime condizioni e dato il via ai soccorsi.

“Nonostante tutto – si sfoga mamma Maria – ancora non c’è un guardrail. Mi sembra una grande mancanza di rispetto nei confronti di un giovane morto a diciannove anni e della sua famiglia che ancora oggi soffre moltissimo.

Io cerco di far sapere a tutti che in quel tratto di strada c’è un burrone di 22 metri, ma finora l’unico provvedimento adottato è stata l’installazione di un new jersey di quelli utilizzati in autostrada e che rischia di essere ancora più pericoloso.

Via delle Molette va messa in sicurezza al più presto”.

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