TIVOLI – “Tari 2023, commercianti obbligati a pagare in un’unica soluzione”, la denuncia dei cittadini

Comunicato di Antonello Livi e Daniel Prosperi

Da Antonello Livi e Daniel Prosperi riceviamo e pubblichiamo:

“Siamo stati attenti in questi mesi dall’approvazione del regolamento anti evasione adottato dal comune di Tivoli a fine settembre 2023 in attesa di ciò che sarebbe potuto succedere.
ED È SUCCESSO.

I contribuenti hanno iniziato a ricevere richieste di saldo TARI per l’anno 2023 con una formula vessatoria: il pagamento in unica soluzione.
Tale richiesta sta procurando o procurerà gravami sia sui contribuenti stessi, costretti a sborsare somme ingenti per evitare di vedere i sigilli alla propria attività, sia al comune stesso che viene esposto ad un ulteriore aggravamento dell’evasione con l’impedimento oggettivo di poter incassare in tempi congrui gli importi effettivamente richiesti in riferimento al principio di giustezza delle tasse.
Ci siamo fatti promotori presso l’organo amministrativo di controllo, chiedendo al Prefetto di Roma Capitale la revoca e/o la rettifica della parte di regolamento che non permette la rateizzazione della somma dovuta per la TARI 2023, evincendo altresì che tale norma sussisterà anche nei prossimi anni; per sottolineare l’impellente necessità a scongiurare eventuali chiusure a tappeto, anche di attività storiche, anche a tutela di tutta la cittadinanza e del comprovato bilancio comunale che necessita di un riassetto completo.
Ci dispiace che, a fronte di proclami a livello nazionale di un “fisco amico”, qui a Tivoli , rispetto a tutti gli altri comuni che hanno adottato il Regolamento per il contrasto all’evasione dei tributi locali, si è scelta una direzione univoca che incattivisce l’imprenditore contribuente che ha giá dovuto subire 2 anni e mezzo di chiusure forzate.
Rispetto a tale regolamento, tutti i commercianti, compresi i subissati di critiche riguardo l’occupazione suolo pubblico per il quale sono tenuti a sostenere oltre il canone anche la TARI pertinenziale, si trovano di fronte senza precedenti: basti pensare che per alcune pertinenze (magazzini e cantine degli stessi), è dovuto un tributo nettamente superiore a quello applicato per gli spazi adibiti alla somministrazione.

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Se tutto ciò è da ritenersi normale per una città a vocazione Turistico-Ricettiva, noi cittadini dovremmo prendere la residenza in comuni limitrofi per non pagare lo scotto di essere la città italiana con 2 patrimoni Unesco, lasciando Tivoli ad essere un museo a cielo aperto visitabile come il Cretto di Burri.
Il primo comune italiano ad avere il primato di applicare un Regolamento anti-evasione che invece la crea.

È invitata tutta la cittadinanza a contattare l’Osservatorio Tivoli, riunito con tutte le realtà territoriali a tutela delle esigenze primarie di tutti i cittadini, alla mail: tivoliosservatorio@gmail.com per qualsivoglia supporto in merito all’argomento sopra indicato”.

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