MENTANA – Lasciato perché violento, investe l’amico della ex

Un 33enne italiano arrestato per duplice tentato omicidio, maltrattamenti, lesioni e minacce

Era stata una convivenza da incubo.

Per tre anni lui le aveva spiato il cellulare, ne aveva controllato gli spostamenti e le frequentazioni. E tutte le volte finiva a insulti, minacce, sberle e pugni.

Ma quando lei ha trovato la forza di lasciarlo e di uscire con un amico per un aperitivo, l’uomo ha provato ad eliminare il rivale investendolo con l’auto.

E’ la drammatica vicenda avvenuta a Mentana e culminata con l’arresto di un 33enne italiano già noto alle forze dell’ordine, originario di Tivoli e residente a Marcellina.

Venerdì scorso 12 marzo i carabinieri della locale stazione hanno notificato all’uomo l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Tivoli con le accuse di maltrattamenti e lesioni aggravate nei confronti della ex convivente, oltre che di tentato omicidio ai danni dell’amico, della madre e della sorella di quest’ultimo.

Secondo le prime informazioni raccolte dal quotidiano on line della Città del Nordest Tiburno.Tv, il 22 maggio del 2023 la donna – una coetanea italiana di Mentana – si era presentata nella caserma di via Moscatelli per denunciare le angherie dell’ormai ex compagno.

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Davanti ai militari la 30enne raccontò non soltanto dell’ultima aggressione, ma di tre anni di soprusi subìti durante la convivenza tra Guidonia Montecelio, Sant’Angelo Romano e Mentana.

Il cliché sempre lo stesso: esplosioni di rabbia incontrollata e botte da parte dell’uomo letteralmente ossessionato dai tradimenti.

Botte a giugno 2020, a pochi mesi dall’inizio della convivenza. Botte il 25 dicembre 2020. Botte a novembre 2022. Botte, “condite” da insulti, a maggio 2023.

Neppure la denuncia e la fine della relazione ha messo al sicuro la donna.

In più occasioni l’uomo si sarebbe presentato sotto la sua abitazione per picchiarla e minacciarla puntandole un coltello. Un’escalation di violenza proseguita anche l’8 marzo scorso, la Giornata internazionale della donna.

Prima una telefonata di minacce, annunciandole che l’avrebbe investita con l’auto.

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Poi l’aggressione fisica con un coltello e la promessa che l’avrebbe sgozzata, schiaffi e pugni da spedirla all’ospedale con lividi su viso, collo, braccia, gambe, tagli sul labbro e il naso sanguinante.

La situazione è precipitata nella notte tra sabato 16 e domenica 17 marzo.

La 30enne era uscita con un amico che l’aveva riaccompagnata a casa e lui era tornato verso la sua abitazione.

Ma ad attenderlo c’era il 33enne al volante della sua utilitaria che lo ha puntato nel tentativo di travolgerlo urlando “Io ti ammazzo”. Soltanto la prontezza di riflessi ha evitato il peggio all’amico della vittima, rimasto ferito alla gamba destra.

Pochi istanti dopo sono state la mamma e la sorella dell’uomo a finire nel mirino del 33enne che ha tentato di falciare anche le due donne.

Ora l’uomo è in carcere a Rebibbia in attesa di essere interrogato dal giudice.

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