TIVOLI – Asl Roma 5, la Cisl denuncia: “Poco personale, servizi a rischio”

Comunicato stampa del Segretario Territoriale Dimitri Cecchinelli

Da Dimitri Cecchinelli, Segretario Territoriale Cisl Fp della Asl Roma 5, riceviamo e pubblichiamo:

“Per mesi abbiamo condotto battaglie serrate, attraverso le nostre istanze, per difendere il legittimo diritto alla stabilizzazione da parte di tutti quegli operatori sanitari che si sono spesi al servizio della tutela della salute della collettività.
Abbiamo denunciato, durante tutta la fase del post incendio della struttura tiburtina, l’elevato rischio di perdere personale specializzato attratto da altre realtà romane.

La stabilizzazione del personale precario, a nostro avviso, risulta essere estremamente lenta rispetto alla grave carenza di personale che si registra nell’intera Asl Roma 5. Oltre alla stabilizzazione del personale precario si registra la situazione delle necessarie nuove assunzioni di figure professionali tecniche, amministrative e di dirigenza medica attualmente mancanti.

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Particolare attenzione deve essere posta alla riapertura dell’ospedale di Tivoli. Infatti, gli Ospedali di Subiaco, Monterotondo, Palestrina e Colleferro, hanno temporaneamente “beneficiato” di personale ridislocato nel post incendio: la riapertura dell’ospedale di Tivoli con il conseguente riposizionamento del relativo personale, pone a serio rischio alcuni servizi di quegli stessi ospedali.

La Cisl FP torna a segnalare che mancano all’appello non meno di 200 unità per garantire, nel rispetto di quanto stabilito a livello regionale, i livelli minimi di assistenza.
La carenza di personale che si registra è tale che è improponibile risolverla limitando il numero di assunzioni e pretendendo allo stesso tempo di aumentare servizi e prestazioni: ad oggi, con il personale presente, si riesce a mala pena a far fronte alle emergenze-urgenze.
Destano serie perplessità i dati forniti dalla stessa Regione Lazio, tramite Agenas, che mostrerebbero addirittura un esubero di personale soprattutto nelle strutture della Asl Roma 5: a fronte delle continue richieste volte a conoscere quali criteri si siano seguiti per elaborare quei report, ad oggi, registriamo una mancata risposta.

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Ci chiediamo insistentemente quale destino avranno le strutture della ASL RM5 se non supportate da una seria politica assunzionale che permetta di raggiungere indici di attività adeguati agli standard predefiniti al livello nazionale sulla qualità e efficienza delle attività chirurgiche, dell’abbattimento liste d’attesa, della diminuzione della degenza media, delle attività territoriali e di prossimità con relativa attivazione delle previste 6 case della salute previste dal PNRR”.

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