TIVOLI - Lotta alla pedofilia, nasce l’associazione contro gli orchi

Fondata dai genitori delle vittime di Mirko Campoli, l’ex dirigente dell’Azione Cattolica: il 5 maggio la prima uscita pubblica

Per uno era l’amico d’infanzia tanto fidato da sceglierlo come padrino del suo primo figlio.

Per l’altro era l’educatore modello e il confidente più intimo dei suoi tre figli.

Mirko Campoli, il 47enne di Villa Adriana condannato in primo grado a 9 anni per abusi su due minori

Giorgio Toselli e Maurizio Gualerni sono i genitori dei tre minori abusati da Mirko Campoli, il 47enne di Villa Adriana, ex prof di religione, vicepreside all’istituto tecnico “Enrico Fermi” di Tivoli e segretario nazionale dell’Azione cattolica ragazzi, presidente dell’Azione cattolica della Diocesi di Tivoli, già condannato in primo grado lo scorso 7 marzo a 9 anni di reclusione per violenza sessuale sul figlio 13enne di Giorgio e sul figlio 16enne di Maurizio, oggi rispettivamente di 20 e 23 anni (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

Oggi i due genitori hanno deciso di impegnare le loro risorse nella lotta alla pedofilia e il 13 aprile scorso hanno costituito l’Associazione “No Child Abuse APS” insieme ai loro figli vittime degli abusi dell’orco dell’Azione Cattolica.

Giorgio Toselli, 44 anni, esperto pizzaiolo, è il Presidente dell’Associazione, e ha un passato da chierichetto nella parrocchia di Villa Adriana e da membro attivo dell’Azione Cattolica fino all’incarico di segretario diocesano.

Maurizio Gualerni, 62 anni, noto imprenditore romano, è il Vicepresidente dell’associazione, anche lui ha sempre frequentato la parrocchia di Villa Adriana insieme alla sua famiglia dal 1995, e attualmente opera nella pastorale familiare della parrocchia San Luigi Gonzaga in località La Botte.

Edoardo Gualerni, 23 anni, vittima delle molestie di Mirko Campoli

L’ultimo figlio di Maurizio, Edoardo Gualerni, 23 anni, è stato vittima da minorenne di Mirko Campoli, ed è stato il primo a metterci la faccia e a raccontare in pubblico al programma “Chi l’ha visto?” gli abusi subìti.

Matteo Toselli, 20enne di Villa Adriana, anche lui vittima degli abusi di Mirko Campoli

Anche i due figli di Giorgio, Matteo di 20 anni, ed Alessandro di 18, sono stati vittime di Mirko Campoli. Lo scorso 24 aprile davanti al Tribunale di Tivoli l’associazione “No Child Abuse” si è costituita parte civile nel secondo processo a carico dell’ex dirigente dell’Azione attraverso l’avvocato Michele De Stefano, il legale che segue le due famiglie insieme alla collega Federica Roiter.

Edoardo Gualerni, Matteo Toselli e l’avvocato Michele De Stefano, ospiti del programma Rai “I fatti vostri”

Quale è lo scopo della vostra associazione?

Giorgio Toselli e Maurizio Gualerni, Presidente e Vice della neonata Associazione “No Child Abuse APS”

Giorgio e Maurizio: “Sono tante le finalità elencate nel nostro Statuto. Vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno della pedofilia in Italia e nel Mondo, fornire assistenza legale e psicologica alle vittime e ai loro familiari, collaborare attivamente con le Forze dell’Ordine, costituirsi parte civile nei processi per pedofilia, pedopornografia e per tutti quei reati ad essi connessi, organizzare eventi di beneficienza per raccolta fondi istituzionali, realizzare centri di accoglienza e di “primo ascolto” e finanziare borse di studio per giovani meritevoli”.

Il logo dell’Associazione “No Child Abuse APS”

Chi era Mirko Campoli per voi?

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Maurizio: “Era un educatore molto noto all’interno dell’Azione Cattolica Ragazzi. Per la nostra famiglia era un punto di riferimento. I miei tre figli sono cresciuti con lui, era il loro confidente più intimo”.

Giorgio: “Io lo conoscevo da quando eravamo bambini. Siamo cresciuti insieme. Credevo così tanto in lui che quando sono diventato padre per la prima volta ho voluto che fosse il Padrino di battesimo di Matteo. Era diventato perciò un membro effettivo della nostra famiglia, sempre presente nella nostra quotidianità”.

Edoardo e Matteo insieme ai genitori e al legale negli studi Rai di via Teulada

Come siete venuti a conoscenza delle molestie subìte dai vostri figli?

Maurizio: “Nel 2020 da una registrazione che mio figlio Edoardo fece col cellulare quando due anni prima venne convocato in consultorio, da minorenne, a seguito di una sua segnalazione per gli abusi subìti da Mirko Campoli.

In quel periodo Edoardo si era chiuso in sé stesso, c’erano dei cambiamenti in mio figlio, mi domandavo cosa stesse accadendo ma non riuscivamo ad avere un risposta.

Pensavamo ad una crisi adolescenziale, abbiamo scoperto la terribile verità due anni dopo”.

Giorgio: “Matteo era cambiato, irrequieto, scostante, credevo fosse dovuto alla separazione tra me e la mamma. Invece, a seguito degli abusi aveva sviluppato una dipendenza di ludopatia, che abbiamo scoperto e per questo lo abbiamo accompagnato in un percorso di psicoterapia.

Dopo alcune sedute, il 25 febbraio 2023, ha avuto il coraggio di rivelarmi tutto”.

Avete provato vergogna per quello che hanno subito i vostri figli?

Giorgio: “Il mondo mi è crollato addosso due volte quando ho scoperto che, oltre Matteo, anche Alessandro aveva subito molestie da Mirko Campoli, però non ho mai provato vergogna perché ritengo che questo sia un sentimento da riservare a tutti quelli che, come Mirko Campoli, hanno compiuto gesti così orribili.

Siamo orgogliosi dei nostri ragazzi perché stanno combattendo a volto scoperto, con forza, affinché queste cose non succedano più a nessun altro”.

Maurizio: “In questa situazione mio figlio Edoardo ha dimostrato di essere un vero eroe, sono veramente orgoglioso di lui: ci ha messo la faccia senza esitare, per essere di esempio anche per altre vittime”.

In conferenza stampa, all’indomani dell’arresto di Mirko Campoli, il Procuratore di Tivoli Francesco Menditto ha parlato di omertà all’interno delle religioni e delle famiglie: voi cosa ne pensate?

Giorgio e Maurizio: “L’omertà, purtroppo, è un tema radicato nella nostra società. La vergogna per aver “macchiato” il nome dell’istituzione religiosa, lo scandalo, la paura di non essere creduti oppure di non riuscire a sostenere economicamente un processo.

Su quest’ultimo punto in particolare vogliamo rassicurare tutti i genitori perché lo Stato riconosce il diritto alle vittime di abusi sessuali di usufruire del gratuito patrocinio e, di conseguenza, di essere completamente esonerati dalle spese legali”.

Dopo il vostro “grido” i membri della comunità religiosa come hanno reagito?

Giorgio e Maurizio: “Abbiamo sperimentato il silenzio più totale da parte della Diocesi di Tivoli. Le uniche persone appartenenti all’istituzione “Chiesa” che ci hanno dimostrato vicinanza sono state Don Luca Rocchi, il Parroco della parrocchia di San Silvestro Papa di Villa Adriana, Don Paolo Ravicini il Viceparroco, Don Andrea Pasquali, Parroco della Parrocchia di Santa Maria agli Arci, e Giacomo Iabichella educatore dell’Azione Cattolica e insegnante di religione”.

Quale è il vostro attuale rapporto con la fede e con l’istituzione Chiesa?

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Maurizio: “Nonostante quello che è successo, continuo ad essere credente. Sono profondamente scosso, ma questo non cambia ciò in cui credo veramente”.

Giorgio: “Il mio rapporto con la Chiesa si era inclinato molto tempo prima. Oggi sono estremamente lontano dall’idea di Chiesa intesa come comunità di “confratelli”, per di più dopo quello che abbiamo vissuto e dopo il completo abbandono a cui siamo stati sottoposti”.

Che sentimenti provate oggi per Mirko Campoli?

Giorgio: “E’ stato molto difficile andare in Tribunale, anche come Presidente dell’Associazione, e stare in aula vicino a Mirko. Cosa provo? Provo rabbia, odio, perché non ho visto nei suoi occhi una persona realmente pentita”.

Maurizio: “Sto trovando la forza nella fede. È un cammino difficile quello che sto percorrendo.

Il giorno che si pentirà di quello che ha fatto e riconoscerà anche i danni indelebili che ha creato, forse potrò essere pronto per il perdono. Adesso voglio solo recuperare il rapporto con mio figlio”.

Si sta svolgendo il secondo processo, una delle due vittime è un bambino ospite nella casa-famiglia in cui Mirko Campoli lavorava dopo essere stato “allontanato” dall’insegnamento della religione nelle scuole, dall’azione cattolica e dai vari incarichi diocesani.

Come è possibile, dopo un tale “provvedimento”, che sia stato assegnato in una struttura del genere?

Cosa, secondo voi, non ha funzionato?

Giorgio: “Non riusciamo tuttora a capire come una persona, dopo essere stata segnalata per possibili abusi su minori al centro d’ascolto “La familiaris consortio” della Diocesi di Tivoli, possa poi trovare occupazione in una casa-famiglia in cui, per giunta, erano presenti anche minori con esperienze pregresse di abusi. C’è un vero e proprio “corto circuito” del sistema”.

Quali sono i futuri impegni dell’associazione?

Maurizio: “Il 5 maggio sarà la giornata Nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia. Per quel giorno organizzeremo un torneo al Centro sportivo Francesco Fantozzi in località La Botte di Guidonia.

Lo scopo di questa giornata è di rendere nota l’associazione a tutto il territorio”.

Giorgio: “Vogliamo promuovere l’associazione come punto di riferimento per la lotta alla pedofilia, fare fronte comune con altre associazioni e con l’Autorità Garante per l’Infanzia della Regione Lazio”.

Mandate un messaggio alle vittime di abusi.

Giorgio e Maurizio: “Vogliamo assolutamente ribadire a tutti l’importanza di denunciare sempre, il prima possibile, per evitare che la prescrizione impedisca ai “carnefici” di subire la equa punizione, ma soprattutto alle vittime di pedofilia di non avere la giustizia che meritano!”.

(Claudia Santolamazza)

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