MONTEROTONDO – Aggressioni in pronto soccorso: la Cisl chiede le bodycam per i sanitari

Comunicato Stampa di Luca De Pinto della CISL ASL RM5

In riferimento all’articolo MONTEROTONDO – Le pazienti picchiano medici e infermieri: caos al pronto soccorso, da Luca De Pinto della Segreteria CISL ASL RM5 riceviamo e pubblichiamo una nota inviata al Direttore Generale della Asl Roma 5 Silvia Cavalli, al Direttore Sanitario della Asl Roma 5 Franco Cortellessa, alla Dottoressa Luigia Carboni del Dipartimento Professioni Sanitarie Asl Roma 5, ai Direttori dei Pronto Soccorso e dei Reparti SPDC aziendali, al Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze Patologiche Giuseppe Nicolò, al Direttore U.O.C. Qualità e Rischio Clinico Roberto Corsi e alle RSU:

“La CISL FP Asl Roma 5 intende denunciare con forte preoccupazione i due nuovi episodi di aggressione avvenuti negli ultimi cinque giorni presso il Pronto Soccorso di Monterotondo, l’ultimo dei quali si è verificato in data odierna, ai danni del personale infermieristico durante la gestione di un paziente in evidente stato di agitazione psichiatrica.

Il Pronto Soccorso di Monterotondo

Questi episodi si sommano alle numerose aggressioni già registrate negli ultimi mesi a Monterotondo, Tivoli e in altri presidi dell’ASL Roma 5, in particolare nei Pronto Soccorso, SPDC e REMS, evidenziando un rischio crescente e ormai strutturato che espone gli operatori sanitari a condizioni di pericolo continuo.

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Alla luce dell’escalation di violenze, chiediamo con urgenza:

1. L’adozione immediata di una Procedura Tecnica e Funzionale aziendale Specifica per la gestione dei pazienti psichiatrici o potenzialmente aggressivi, comprendente:

– criteri chiari per l’attivazione tempestiva del supporto delle Forze dell’Ordine;

– protocolli condivisi tra PS, SPDC, REMS e DSM; – definizione delle responsabilità operative e dei flussi comunicativi nelle situazioni critiche;

– misure preventive per limitare il contatto fisico non protetto.

2. Introduzione del sistema di Bodycam per il personale sanitario in prima linea

Strumento che rappresenta una deterrenza documentata contro comportamenti violenti e permette:

di registrare situazioni a rischio e tutelare l’incolumità degli operatori;

di garantire trasparenza nella gestione dei pazienti aggressivi;

di fornire materiale utile per eventuali indagini o azioni legali.

Le bodycam sono già utilizzate in numerose realtà sanitarie nazionali e internazionali come efficace misura di prevenzione e rappresentano un supporto fondamentale in contesti in cui il rischio di aggressione è elevato.

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3. Potenziamento della vigilanza attiva

Con personale adeguatamente formato e presente nelle aree a maggiore rischio, in particolare nei Pronto Soccorso.

4. Attivazione di un tavolo tecnico permanente sulla sicurezza

Con la partecipazione delle OO.SS., utile al monitoraggio continuo degli eventi e alla revisione delle misure di tutela.

5. Percorsi formativi obbligatori e ricorrenti

Per la gestione dei pazienti aggressivi, de-escalation comportamentale e protezione operatore.

6. Supporto psicologico immediato

Per operatori vittime o testimoni di aggressioni o eventi potenzialmente traumatici.

La CISL FP Asl Roma 5 esprime piena solidarietà agli operatori coinvolti negli ultimi episodi e ribadisce la necessità improcrastinabile di adottare interventi strutturati, concreti ed efficaci, a tutela di lavoratrici e lavoratori che continuano a garantire, nonostante rischi sempre più gravi, un servizio essenziale alla comunità.

Restiamo in attesa di un riscontro urgente e confermiamo la nostra disponibilità a un confronto immediato”.

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