CAPENA – “Ci multa per vendetta”, i vicini denunciano il poliziotto: assolto

Il Tribunale di Tivoli sconfessa il vicinato: le multe erano sacrosante

Nell’arco di un anno li ha multati tre volte ciascuno. Anche nei giorni di riposo in cui era libero dal servizio.

Troppe, a parere di tre vicini che hanno deciso di denunciarlo sostenendo che agisse per ripicca e vendetta.

Ma dal processo è emersa un’altra verità: i tre erano avvezzi alla “sosta selvaggia”.

Per questo mercoledì 22 aprile il Tribunale di Tivoli ha assolto dall’accusa di falso ideologico in atto pubblico perché il fatto non costituisce reato un poliziotto di 52 anni in servizio nella Capitale e residente a Capena.

Il Collegio presieduto da Laura Di Girolamo – a latere i giudici Barbara Auriemma e Matteo Petrolati – ha condiviso la tesi dell’avvocato Alessio Palladino di Roma, difensore dell’agente, scagionando l’imputato anche dall’accusa di abuso d’ufficio perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato.

Il procedimento penale a carico del poliziotto era stato aperto dalla Procura di Tivoli nel 2022 a seguito della denuncia di alcuni vicini che si erano visti notificare 9 verbali di contestazione per violazioni al Codice della Strada commesse all’interno del Centro storico di Capena.

Si trattava di multe elevate nel periodo compreso tra il 23 gennaio 2020 e il 23 febbraio 2021.

A detta dei querelanti, in quel periodo era in atto una controversia privata tra il vicinato, il poliziotto e la moglie, ma il 52enne in qualità di pubblico ufficiale nello svolgimento delle sue funzioni non si sarebbe astenuto dal multarli in presenza di un interesse diretto.

Una tesi condivisa dalla Procura di Tivoli, che ha trascinato il poliziotto a processo nella convinzione che le multe non fossero giustificate da motivi se non dal chiaro proposito di arrecare danno ingiusto ai vicini.

Fatto sta che nel corso del processo sono stati esaminati i 9 verbali recapitati tramite notifiche del servizio di Polizia Stradale di Roma, ma compilati dal poliziotto anche fuori dall’orario di servizio e nei giorni di licenza o di riposo.

Il primo verbali era stato redatto alle ore 8 del 23 gennaio 2020 presso il reparto di appartenenza a Roma per una violazione accertata alle ore 13,59 del 20 gennaio 2020 nei confronti della vettura di una donna.

Il secondo verbale era stato invece redatto a Capena alle 16,30 del 12 dicembre 2020 per una violazione accertata sempre a Capena allo stesso orario nei confronti dell’auto di un’altra donna.

Anche il terzo verbale risultava redatto a Capena il 14 dicembre 2020 per una violazione accertata alle ore 14,55 nei confronti della vettura di un cittadino.

Così il quarto verbale, anch’esso redatto a Capena il 18 dicembre 2020 per una violazione accertata alle ore 13 dello stesso giorno nei confronti della donna già multata il 23 gennaio 2020.

Al vaglio dei giudici anche il quinto verbale contestato, redatto presso il reparto di appartenenza alle ore 8 del 21 gennaio 2021 per una violazione accertata a Capena il 18 gennaio 2021 nei confronti della donna già multata il 12 dicembre 2020.

Esaminato anche il sesto verbale  redatto presso il reparto di appartenenza alle ore 8 del 21 gennaio 2021 per una violazione accertata a Capena alle ore 17 del 18 gennaio 2021 nei confronti dello stesso uomo già multato il 14 dicembre 2020.

Anche il settimo, l’ottavo e il nono verbale erano stati redatti presso il reparto di appartenenza per violazioni accertate a Capena.

In particolare, il settimo risalente al 20 febbraio 2021 per una violazione accertata alle ore 12,30 del 17 febbraio 2021 nei confronti della donna già multata il 12 dicembre 2020 e il 21 gennaio 2021.

Anche l’ottavo verbale portava la data del 20 febbraio 2021 per una violazione accertata alle ore 12,30 del 17 febbraio 2021 nei confronti dello stesso uomo già multato il 14 dicembre 2020 e il 21 gennaio 2021. 

Infine il nono verbale era datato 23 febbraio 2021 per una violazione risalente alle ore 11 del 21 febbraio commessa dalla stessa donna già multata tre volte.

La Procura di Tivoli contestava al poliziotto anche il reato di falso ideologico in atto pubblico dal quale è stato assolto.

Secondo i magistrati l’agente avrebbe attestato falsamente la data di redazione del documento amministrativo.

In particolare, il 52enne avrebbe scritto di aver redatto a Capena i due verbali datati 12 dicembre 2020 e 14 dicembre 2020, mentre i due atti risultavano essere stati ritirati il 16 dicembre 2020 presso il comando di appartenenza.

“Le multe erano sacrosante – spiega l’avvocato Alessio Palladino raggiunto telefonicamente dalla redazione di Tiburno.Tv – E’ stato anche sentito come teste il capo della Polizia Locale di Capena ed è emerso che era un modo di fare dei denuncianti di lasciare le auto in divieto di sosta e fermata.

Tant’è che il fatto storico è stato riconosciuto perché delle 9 multe oggetto del processo, 7 sono state pagate, per le altre è stato presentato ricorso e vinti per carenza di motivazioni ma non perché non potessero essere elevate”.

“Altro argomento processuale è stato quello della possibilità di multare da parte di un pubblico ufficiale in servizio in un’altra città – prosegue l’avvocato Palladino – La legge, le norme e i regolamenti di attuazione del Codice della Strada prevedono in primo luogo che un agente anche libero dal servizio abbia l’obbligo di fare le multe, è obbligato ad intervenire: lo dice la legge.

Si è agenti di pubblica sicurezza o agenti di polizia giudiziaria h24, lo insegnano anche alle scuole di polizia.

Nel processo è stato superato anche un altro argomento contestato, ovvero che il mio assistito non fosse un agente di Polizia Stradale o un carabiniere: qualsiasi pubblico ufficiale, dagli agenti di Polizia Locale fino ai cantonieri, può redigere multe anche fuori dal servizio.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 90 giorni.

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