Si chiamava Dea, era un pastore tedesco femmina di 4 anni e credeva di avere accanto il suo migliore amico.
Ma non conosceva gli effetti devastanti dell’alcol su alcuni esseri umani, tali da spingere il suo padrone a infierire con calci e pugni sulla testa fino a provocarne il decesso.
Il cuore di Dea ha cessato di battere nella tarda serata di mercoledì 8 aprile in una clinica veterinaria e ora del suo caso si occupa la Procura della Repubblica di Tivoli che ha iscritto nel registro delle notizie di reato il nome del proprietario, F. F., un 56enne italiano residente a Palestrina e già noto alle forze dell’ordine: l’ipotesi accusatoria provvisoria è di uccisione di animali previsto dall’articolo 544-bis del Codice Penale.
A denunciare l’uomo in stato di libertà sono stati i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Palestrina al termine di una indagine lampo nel corso della quale sono state acquisite le testimonianze dei passanti e le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza del Centro cittadino.
Secondo un comunicato stampa diffuso oggi, giovedì 24 aprile, dal Gruppo Carabinieri Forestale di Roma, il fatto è avvenuto nel pomeriggio dell’8 aprile.
Verso le ore 17 F. F. era uscito di casa col cane al guinzaglio per una passeggiata.
Le telecamere hanno ripreso Dea e il suo proprietario percorrere un tragitto di circa 2 chilometri fino al Centro di Palestrina, dove l’uomo sarebbe entrato in un bar per consumare alcol.
Tant’è che al ritorno testimoni e telecamere lo avrebbero notato per l’andatura barcollante fino a via Loreto, nei pressi del cimitero di Palestrina, dove è avvenuta la violenta aggressione a Dea.
Stando al comunicato stampa, i passanti hanno segnalato il caso alla Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Palestrina, raccontando che l’uomo era stato visto percuotere con estrema crudeltà il cane tenuto al guinzaglio.
Giunti immediatamente sul posto, i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Palestrina hanno rintracciato il 56enne in una stradina secondaria, procedendo alla sua identificazione e mettendo in sicurezza il cane.
Dea è apparsa subito in condizioni critiche, per questo i Carabinieri Forestali hanno chiesto immediatamente l’intervento dei veterinari della competente ASL disponendo il suo trasporto d’urgenza presso una clinica veterinaria per ricevere le cure del caso.
Nonostante il prodigarsi dei sanitari, Dea è deceduta nella serata stessa a causa delle gravi lesioni riportate.
Sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Tivoli, i Carabinieri Forestali hanno proceduto al sequestro della salma, affidandola all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana per gli accertamenti autoptici necessari a cristallizzare le cause del decesso.
L’attività d’indagine, supportata dall’acquisizione di fonti di prova e testimonianze, ha permesso di delineare un quadro probatorio chiaro a carico del cinquantaseienne.
Nel comunicato stampa il Gruppo Carabinieri Forestale di Roma evidenzia che l’episodio richiama l’attenzione sulla severità della normativa vigente che tutela il sentimento degli animali.
L’inserimento dei reati contro il maltrattamento e l’uccisione gli animali nel Codice Penale, disposto dal D. Lgs. 189/2004, sottolinea come la sensibilità verso gli esseri senzienti sia un valore protetto dall’ordinamento giuridico italiano e la Legge ne deve garantire la tutela come disposto dall’Art. 9 della Costituzione della Repubblica Italiana.
Nello specifico, l’articolo 544-bis del Codice Penale punisce chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale con la reclusione fino a quattro anni e con una multa che nei casi aggravati può arrivare a 60.000,00 €.
Il successivo articolo 544-ter punisce chiunque con crudeltà o senza necessità cagioni lesioni o maltrattamenti ad animali, con la reclusione fino a due anni e la multa fino a 30.000,00 €.
La tutela degli animali non è solo un dovere civico, ma un pilastro dell’attività dei Carabinieri Forestali. Interventi come questo dimostrano la capillarità del controllo sul territorio e la ferma volontà di perseguire comportamenti di gratuita violenza che offendono non solo la vita animale, ma la sensibilità dell’intera comunità.
L’Arma dei Carabinieri invita i cittadini a segnalare tempestivamente ogni episodio di maltrattamento attraverso il numero di emergenza ambientale 1515 o il Numero Unico di Emergenza 112.





























