Ieri sera, domenica 15 marzo, si è svolto un importante incontro interreligioso presso il Centro culturale islamico “Al Abrar”, al civico 2 di via Tazio Nuvolari, nella zona industriale del Barco, a Tivoli Terme, luogo di culto per migliaia di cittadini marocchini, egiziani, tunisini, pakistani, bengalesi, albanesi, romeni e perfino italiani, di fede islamica.



Sopra e sotto, due momenti della serata interreligiosa di ieri al Centro islamico
All’incontro hanno partecipato Don Enea Accorsi, parroco della Chiesa Tempio degli Angeli a Colle Fiorito di Guidonia, oltre a rappresentanti della Delegazione Interreligiosa di Tivoli e della Comunità musulmana del Centro Culturale Al Abrar, dove in questi giorni si sta celebrando il mese sacro del Ramadan.
Secondo un comunicato stampa del Centro culturale “Al Abrar”, ieri sera non si è celebrato solo un rito, ma si è accesa una luce di fratellanza che brilla più forte di qualsiasi oscurità bellica.



“Un Solo Pane, Un’Unica Preghiera – si legge nel comunicato dell’associazione islamica – Al fianco dei fratelli musulmani c’era il loro parroco, Don Enea, un uomo che con la sua presenza ha ribadito una verità che i “grandi” della Terra sembrano aver dimenticato: davanti a Dio e all’umanità, non esistono divisioni.
Al calar del sole, il momento magico dell’Iftar (l’interruzione del digiuno) ha unito tutti in un unico convivio. Subito dopo, le voci si sono levate nella Preghiera del Maghrib, la prima preghiera del tramonto. In quel silenzio carico di rispetto, si è capito che le differenze religiose sono solo sfumature di un unico desiderio universale: la Pace”.
Vale la pena ricordare che già il 20 marzo 2025 don Enea aveva partecipato ad un altro incontro interreligioso presso il Centro culturale “Al Abrar” (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
Il momento più toccante della serata è stato il richiamo di Don Enea alla sofferenza dei fratelli e delle sorelle palestinesi.
Ma il suo non è stato solo un lamento, bensì un annuncio di speranza concreta. La parrocchia di Colle Fiorito sostiene infatti con orgoglio il Caritas Baby Hospital in Cisgiordania, struttura in cui ogni bambino riceve cure d’eccellenza e calore umano senza distinzione di religione, etnia o estrazione sociale della sua famiglia.
”In quell’ospedale — ha ricordato Don Enea — si respira il mondo che vorremmo”.
“Un forte messaggio per tutta la Comunità tiburtina – evidenzia nel comunicato stampa l’associazione islamica di Tivoli Terme – Questa serata ci insegna che l’inclusione non è un concetto astratto, ma un gesto quotidiano. Sedersi a tavola con chi prega in modo diverso, sostenere un ospedale per bambini dall’altra parte del mare, riconoscersi fratelli: questa è la vera rivoluzione.
Tivoli Terme ieri ha dato una lezione al mondo: un futuro di pace è possibile, basta avere il coraggio di guardare l’altro negli occhi e riconoscerlo come parte di noi stessi”.





























