Il parricidio di Grillo

Si consuma un altro psicodramma collettivo nella storia della nostra democrazia eternamente in crisi

La vicenda che sta vivendo il Movimento Cinque Stelle è stata raccontata da Sigmund Freud nel saggio del 1913 Totem e Tabù dove tratta di una tribù di aborigeni australiani per descrivere le nevrosi dei nostri tempi.
Freud racconta di questa tribù con un padre padrone dispotico che tratta ogni bene umano e materiale presente nella tribù come una sua esclusiva proprietà. La vicenda di repressione scaturisce in un parricidio. Ma gli appartenenti alla tribù per sollevarsi da questa colpa, che determina l’origine della sua evoluzione, sostituiscono la figura del padre con un totem attorno al quale si concentra una trovata mitologia.
Orfani del despota donne e uomini del clan vivono questa assenza sostituendola col feticcio del totem e così arrivano a sacralizzare il senso delle regole.
Nel Movimento Cinquestelle sta succedendo proprio questo. Il parricidio compiuto da Giuseppe Conte, in effetti, consiste in un passaggio che non poteva essere evitato.
Solo che la figura dell’uomo che ha inventato il movimento, un simbolo, le parole-guida, una classe dirigenziale e di deputati e senatori non potrà mai essere sostituita.
Di qui il confluire sulle regole per le quali l’ex premier dice di aver lavorato per quattro mesi. Se ne va affermando la sua emancipazione dal padre padrone. Somiglia al Gianfranco Fini che tuona polemicamente a Silvio Berlusconi: “che fai mi cacci?” Premessa per formare un suo partito, in breve tempo estinto. Berlusconi, piaccia o no, aveva inventato un sogno, aveva sdoganato quel ragazzo dell’Msi dall’isolamento, aveva costruito un’idea di governo inventando un neo-liberalismo di massa assolutamente imperfetto … Quali erano le idee nuove di Fini? Nessuna. Lo stesso vale per Conte che antepone a Grillo un articolato fardello di regolamenti senza un’idea dentro, come è stato chiaramente dimostrato nella sua conferenza stampa di lunedì 28 luglio. In tre anni di governo ha mietuto, a sinistra e a destra, ha fatto il pieno dei like, ma come ha dimostrato Mariotto Segni essere alti negli indici di gradimento non si traduce in voti.
Ma per lui ci sarà sempre una casa accogliente: quella del Partito democratico dove “l’avvocato del popolo” e alcuni transfughi dimenticheranno le invettive sul “partito di Bibbiano”. Così va il mondo.
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