Il Governo apre alla cannabis terapeutica

Coldiretti esulta: potrebbe portare 10mila posti di lavoro

Il Governo apre alla cannabis terapeutica e Coldiretti esulta. In Italia la coltivazione, trasformazione e commercio della cannabis a scopo terapeutico per soddisfare i bisogni dei pazienti potrebbe garantire fino a 10mila posti di lavoro, dai campi ai flaconi. E’ quanto stima la Coldiretti nel commentare l’annuncio del sottosegretario alla Salute Andrea Costa sul fatto che “nelle prossime settimane saranno pronti i bandi per la coltivazione di cannabis terapeutica ad uso medico da parte di aziende pubbliche e private” con l’obiettivo di raggiungere l’autosufficienza produttiva. A rilanciare la notizia l’agenzia Dire. In Italia la richiesta di prodotti terapeutici a base di cannabis, riporta Dire.it, è in costante crescita ma – sottolinea Coldiretti – viene soddisfatta soprattutto dalle importazioni poiché al momento la sola produzione consentita è quella nello Stabilimento Chimico farmaceutico militare di Firenze, l’unico autorizzato alla coltivazione. Solo utilizzando gli spazi già disponibili nelle serre abbandonate o dismesse a causa della crisi nell’ortofloricoltura, la campagna italiana – sottolinea la Coldiretti – può mettere a disposizione da subito mille ettari di terreno in coltura protetta.

LEGGI ANCHE  L’Europarlamento approva la riforma della Pac, in vigore da gennaio 2023, ma non tutti sono contenti

CONTROLLI FACILI

Si tratta di ambienti al chiuso dove – precisa la Coldiretti – più facilmente possono essere effettuate le procedure di controllo da parte dell’autorità preposte per evitare il rischio di abusi. Una opportunità che va attentamente valutata per uscire dalla dipendenza dall’estero e avviare un progetto di filiera italiana al 100% che unisce l’agricoltura all’industria farmaceutica. Una prima sperimentazione che – conclude la Coldiretti – potrebbe aprire potenzialità enormi se si dovesse decidere di estendere la produzione in campo aperto nei terreni adatti: negli anni 40 con ben 100mila gli ettari coltivati l’Italia era il secondo produttore mondiale della cannabis “sativa”, che dal punto di vista botanico è simile alla varietà “indica” utilizzata a fini terapeutici.

Condividi l'articolo:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

7s