Evviva i Ferragnez! Evviva i comunisti col Rolex

Nel rapper nostrano il vero esempio di sincretismo ideologico di un’età senza pensiero

Se veramente Fedez nel 2023 vorrà scendere in campo e impegnarsi in politica il sottoscritto, Sante Casini e buona parte di questa redazione sicuramente saranno con lui! Fa impressione infatti il timore e tremore che è passato tra i commentatori e sicuramente condiviso dagli addetti alla cosa pubblica. Fedez è l’uomo della fusione di grandi sistemi di pensiero. Il comunismo e l’operaismo, retaggio di un’età sepolta, e il mito della ricchezza ostentata con gli status symbol. Un’estetica avversata dai ben pensanti ma che ci consente di sollevarci dalla tregenda del Covid e dalla depressione economica che attanaglia Europa e mondo da dieci anni.

Fedez dà quella spinta in più di cui ciascuno ha bisogno. È il cialtrone che ce l’ha fatta. Ha sposato una donna bella, geniale e imprenditrice sagace, facendo la sua fortuna. Somiglia alle aspirazioni di ciascuno. Quella voglia tutta individuale, personalistica, di emergere dalla massa ma di trovare condivisione da tutti.

LEGGI ANCHE  Interventi straordinari per il turismo

E poi fa sognare la ricchezza dello stile di vita condivisa. Fa vivere una milanesità che neanche a Milano si vive più. Morta e sepolta la Milano da bere da quei fatui anni Ottanta non c’è più stato un modello sostitutivo. Almeno nella dimensione del sogno. Quel sogno che consente di vivere e non sopravvivere. Quel sogno consapevole di sé ma che alla fine ti fa dire: “ho sognato di vivere!” Quella dimensione perfettamente raccontata da Nietzsche: “era un sogno? Ebbene voglio continuare a sognarlo”.

Quel sogno esportato nella politica fa molto più paura se replica, perché si vede la continuazione dell’astro berlusconiano, tanto più se è accompagnato dalle capacità di imprenditrice della moglie, Chiara Ferragni. Con lei alla testa “tremino pure le classi dominanti, chi lavora non ha nulla da perdere da queste, ma ha un mondo da guadagnare”. Sognatori di tutto il mondo unitevi!

LEGGI ANCHE  Depressione Italia

Condividi l'articolo:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *