Teatro itinerante, la Maria Stuart fa tappa a Castelnuovo

Da venerdì 20 a domenica 22 maggio: 11 attori in scena condurranno il pubblico nel 1587

Da venerdì 20 a domenica 22 maggio nella Rocca Colonna, a Castelnuovo di Porto, andranno in scena le ultime repliche dello spettacolo di teatro itinerante Maria Stuart di Friedrich Schiller, per la regia di Carlo Fineschi.

Undici attori in scena conducono nel 1587, alla corte della regina Elisabetta I e negli ultimi giorni di prigionia di Maria Stuart, regina di Scozia.

Lo spettacolo è una produzione L’Albatro in collaborazione con Nutrimenti Terrestri e con il contributo di Nuovo Imaie.

Gli ambienti, i costumi, gli odori e le candele che illuminano gli spazi accompagnano il pubblico, ormai corte, dalla buia prigione di Maria Stuart e alle ricche sale di di Elisabetta I.

L’ intoccabile dignità di Maria Stuart (Chiara Della Rossa) che si riflette nel temperamento della governante Anna Kennedy (Chiara Ricci), il senso del dovere di Elisabetta I (Sara Allegrucci), la cieca fedeltà di Lord Burleigh (Matteo Bolognese), la natura doppiogiochista di Lord Leicester (Adelmo Togliani), la delicata fermezza di Sir Paulet  (Davide Bardi) e la bontà d’animo di Talbot (Camillo Ventola) sono solo alcuni dei caratteri che si intrecciano in questo “viaggio” intimista.

Il mondo di Maria Stuart fatto di femminilità, di amore, di sofferenza si contrappone a quello di Elisabetta I, una regina che ha fatto della solitudine e dell’assenza di sentimenti la sua ragione di vita. Il percorso di Maria ci porta in luoghi sempre più stretti e piccoli, poco illuminati, fino a vedere solo lei bene in volto. Il viaggio di Elisabetta sarà totalmente opposto, schiacciata da luoghi sempre più grandi, che aumentano la sua solitudine.

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DUE DONNE A CONFRONTO

Nel dramma ci sono due donne a confronto, due regine in un mondo però in cui sono ancora gli uomini a determinare le loro scelte. Maria è in carcere, le è stato tolto il trono. Maria è una donna che voleva essere una donna anche se regina, non vuole nascondersi, non vuole far finta di essere un uomo ed obbedire a regole che non le appartengono, vuole essere solo se stessa.  Questo fa tremare gli uomini di corte, la ritengono malefica, pericolosa. Lei mette in evidenza la loro debolezza, non sanno come confrontarsi. L’unico modo è eliminarla.Elisabetta ha accettato di nascondere la sua femminilità per poter governare Maria però risveglia in lei il suo istinto.

C’è una sorta di ammirazione da parte di Elisabetta nei confronti di Maria, ma anche di invidia e gelosia. Elisabetta può decidere di salvarla anche se il giudizio del tribunale ha già emesso la condanna. Sa che Maria non ha colpe. Maria è solo una donna fiera di essere donna. Questo però finisce per spaventare anche Elisabetta che teme di scoprire realmente quella sé stessa che per tanti anni ha soffocato. Deve mantenere il rispetto degli uomini che la sostengono al potere. Maria deve morire e con lei la femminilità.

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Per informazioni e prenotazioni: tel.339.8701017 – email: albatroteatro2018@gmail.com

Orari spettacoli: venerdì ore 21.00 | sabato ore 19.00  | domenica ore 17:30

Prezzi biglietti: Biglietto unico 20 euro

Per tutte le informazioni sulla Rocca Colonna:  

Inforoccacolonna 3663402758 e visitate la pagina FB Rocca Colonna

La Rocca Colonna di Castelnuovo di Porto è il risultato della trasformazione che ha subito l’insediamento militare forticato medievale divenendo  palazzo rinascimentale. Occupa il punto più alto del borgo antico sviluppatosi attorno ad esso. Il primo incastellamento è precedente all’anno mille, probabilmente realizzato su un oppidum capenate. Giacomo Colonna, detto “Sciarra”, nel 1296 operò sul nucleo originale costruito dai monaci di San Paolo, realizzando la torre di rivellino e ambienti contigui alla Cappella di San Silvestro, nota dal 1026, impreziosita dal ciclo pittorico di autore ignoto secondo i canoni stilistici del XIV sec. Importanti modifiche alla struttura medioevale furono realizzate nel 1500 da Alessandro e Sciarra Colonna. A quest’ultimo si deve la realizzazione del piano superiore e della grande loggia affrescata, La Loggia Pinta, datata al 1568 ed attribuita a Federico Zuccari. Nel 1870 è divenuto sede di pretura e carcere mandamentale, funzione che ha mantenuto fino alla prima metà del secolo scorso.

 

 

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