TIVOLI – Casse “al verde”, la Corte dei Conti striglia il Comune

Non riscuote le tasse e spende le entrate vincolate: i magistrati indicano come gestire i soldi pubblici

Non riscuote le tasse, ma spende utilizzando l’anticipazione di tesoreria e le entrate vincolate. Il risultato è una cronica carenza di liquidità in cassa.

E’ la situazione economico-finanziaria del Comune di Tivoli secondo la Corte dei Conti che con la delibera numero 85 –CLICCA E LEGGI LA DELIBERA– depositata venerdì 8 luglio ha strigliato l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Proietti ad una gestione più oculata dei soldi pubblici indicando tutte le misure idonee a rimuovere le criticità relative a situazione di cassa, gestione dei residui, riscossione delle entrate e recupero del disavanzo.

A rilevare tali criticità è stata la stessa Corte dei Conti esaminando le relazioni-questionario sui rendiconti per gli esercizi dal 2016 al 2019, oltre che la relazione-questionario sul rendiconto 2020.

Durante le verifiche sulla situazione di cassa del Comune, i magistrati contabili hanno appunto riscontrato nell’ultimo triennio il costante ricorso all’anticipazione di tesoreria e all’utilizzo per cassa di entrate vincolate ai sensi degli articoli 195 e 222 del Testo Unico Enti Locali (Tuel).

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Così se nel 2018 e nel 2019 le anticipazioni ammontavano a circa 16-17 milioni di euro, nel 2020 sono state di circa 28 milioni di euro.

Non a caso – rileva la Corte dei Conti – il saldo finale di cassa al 31 dicembre 2020 era stato di 4 milioni 412.745 euro e 48 centesimi, quasi interamente vincolato (per euro 4.239.209,20).

I magistrati contabili hanno inoltre rilevato che per il 2020, da un calcolo d’ufficio limitato alle risorse di parte capitale, sono emersi vincoli da ricostituire pari a euro 2.586.106,59.

La relazione della Corte dei Conti è impietosa anche sul contrasto all’evasione tributaria da parte del Comune di Tivoli. Dal questionario sul rendiconto 2020 emerge che il totale degli accertamenti del 2020 ammontano a 5 milioni 115.952,98, in crescita rispetto ai 3 milioni 510.000 del 2019, a fronte di appena 105.071,34 riscossi, addirittura meno dei 349.946,73 incassati nel 2019.

Non appare di certo migliore la tempestività annuale dei pagamenti, passata dai 168,57 giorni del 2019 agli 81,30 del 2020.

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Quali misure adottare per rimuovere le criticità?

Secondo la Corte dei Conti, l’amministrazione Proietti deve innanzitutto effettuare un costante monitoraggio della mole di residui attivi e passivi, adottando ogni misura utile a migliorare l’efficienza della riscossione delle entrate e ad assicurare l’integrale rispetto della normativa sulla tempestività dei pagamenti commerciali.

Inoltre verificare la corretta quantificazione del fondo crediti di dubbia esigibilità, del fondo rischi contenzioso e passività potenziali e, in generale, delle altre quote da accantonare, vincolare e destinare a investimenti nel rendiconto di gestione.

Ma soprattutto recuperare il disavanzo da riaccertamento straordinario dei residui al primo gennaio 2015 e di quello emerso in sede di approvazione del rendiconto 2019.

La Corte dei Conti continuerà a vigilare sull’andamento dei conti pubblici tiburtini.

Il Comune dovrà inviare, entro il 31 ottobre 2022, una relazione in ordine all’evoluzione delle criticità accertate e alle misure correttive attivate.

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