Codacons: “Chiudete il GF Vip, gli italiani non sono capre”

Il presidente Rienzi contro il "nulla assoluto" messo in onda nei reality show

Volgare e greve, una “vergogna nazionale” come tutti i reality show.

Con queste parole Carlo Rienzi, presidente del Codacons, associazione che tutela i diritti dei consumatori, si è scagliato contro il programma Grande Fratello Vip condotto da Alfonso Signorini e in palinsesto Mediaset, chiedendone la chiusura.

Si parla di un’edizione sempre più scadente in termini di contenuti, piena di parolacce e volgarità, oltre ai recenti atti di bullismo contro uno dei concorrenti. E proprio questo livello basso di qualità ha portato a un incremento del numero di lamentele da parte dei telespettatori che si sono rivolti al Codacons per protestare nei confronti del reality di Canale Cinque. E Rienzi stavolta si è schierato indicando maturi i tempi per dismettere totalmente tali programmi da dalla rete tv.

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Chiare le dichiarazioni sul suo blog: “E’ tempo di chiudere il Grande Fratello Vip e i reality in genere. I dirigenti non penseranno mica di mandare ancora avanti le loro TV con simili cavolate? Credo si sia aspettato fin troppo per fare qualcosa. Se ne facciano una ragione, nei piani alti delle varie emittenti televisive: è tempo ormai di ritirare dai palinsesti questi programmi, ormai obsoleti e impresentabili quanto ai modelli di vita proposti ai nostri giovani. Non c’è altro da dire, lo chiedono gli spettatori stessi”.

In un’intervista rilasciata a Nuovo Tv, Carlo Rienzi ha poi fatto anche un paragone con le edizioni precedenti affermando che quelle condotte da Barbara D’Urso almeno “erano meno grevi”.

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Ad aver infastidito oltre modo Rienzi è “il nulla assoluto su cui si basa lo show. Vediamo giovani trascorrere giorni sul divano, tra silenzi e argomenti inesistenti. Propongono uno stile di vita sbagliato che vedono anche i bambini” e a quest’ultimo proposito ha tirato in ballo anche l’Agcom – Autorità per le garanzie nelle comunicazioni – additandola come manchevole di interventi a tutela, un “ente, pagato dallo Stato dovrebbe garantire un minimo di decenza in Tv” bacchetta Rienzi che conclude così: “a breve ci sarà L’Isola dei Famosi: dalla padella alla brace. Chi concepisce questi programmi crede che gli italiani siano capre“.

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