Aveva sempre lโentusiasmo di un ragazzo. Quello che da giovane etร lo portรฒ ad avvicinarsi nelle fila del partito della destra italiana in una realtร come quella di Monterotondo radicalizzata nella memoria della Resistenza e della tradizione post-comunista.
Quindi un modo di essere, il suo, prima dentro Alleanza Nazionale e poi via via nelle diverse compagini della destra italiana, che non gli aveva portato alcun vantaggio personale.
Non se ne curava. Il suo era un impegno di onestร con sรฉ stesso.
Antonio Terenzi si sentiva dโessere un combattente per la libertร e per la veritร . Concetti che in lui coincidevano. Armato di una spontaneitร verso le cause giuste detestava ogni forma di ipocrisia e filisteismo che vedeva nel mondo della sinistra.
E non si curava del fatto che tanta notorietร in converso alla tendenza generale della cittร poteva portargli ad avere poche amicizie e fortemente selezionate ma diversi detrattori. Era vero anche che Antonio Terenzi quel che perdeva in termini di impegno esistenziale lo recuperava attraverso la sua simpatia naturale.
Il cronista lo ricorda lanciato in una battaglia impossibile nel denunciare la ragnatela di connessioni di interessi, quindi di potere, che esistevano nella sua Monterotondo. Impossibile, perchรฉ non possedeva prove schiaccianti, ma questo non significava che la battaglia per lui non dovesse essere affrontata. E la affrontรฒ a muso duro. A costo di farsi diversi nemici.
Era il soldato che partiva lancia in resta. Era la voce amica che potevi ascoltare in un momento di sconforto. Era colui che non poteva rinunciare ad intrattenere un rapporto, anche personale, umano, di amicizia vera, con le persone con cui aveva a che fare per motivi di lavoro professionale o politico. Era la persona che credeva nella politica come impegno umano, esistenziale, che caratterizzava il meglio delle prospettive di una persona. Fare politica per lui era sinonimo di onestร , impegno, dedizione e spontaneo soccorso alle esigenze della societร . Ed era per questo che detestava ogni corruttela, in qualsiasi luogo potesse accadere.
Era capace anche di rotture apicali. Non faceva sconti con chi vedeva volesse fare il furbo. Lโaccusa tipica che lui rivolgeva era quella di fare โfatturato politicoโ. Intendeva un poโ tutto: guadagnare illecitamente dallโattivitร politica cosรฌ come creare profitto personale da attivitร che doveva esser volta solo al fine sociale. Era diretto. Naturalmente restรฌo ad aderire a qualsiasi situazione o argomento poco chiaro.
Il saluto lasciato a Fabio Rampelli sul suo profilo Facebook dice molto di lui. Ringrazia il merito di chi, riteneva, essere stato importante nellโevoluzione della destra a formazione di governo.
Qualsiasi orientamento da cui deriva il proprio agire, non si puรฒ non salutare la scomparsa di Antonio con grande cordoglio. Una mancanza che tutti a Monterotondo avvertiranno.
(An. Na.)































