TIVOLI – Acqua potabile, vietato annaffiare i giardini e riempire le piscine

Il sindaco ordina l'utilizzo soltanto per scopi potabili e igienico sanitari. Multe fino a 500 euro. Partono i controlli a campione

Un corretto uso delle risorse naturali è una necessità primaria e un obbligo anche morale nei confronti delle generazioni future, per questo l’acqua, elemento essenziale per la vita, deve essere salvaguardata.

Anche il Comune di Tivoli adotta la cosiddetta “ordinanza antisprechi”.

Venerdì 24 maggio, il sindaco Giuseppe Proietti con l’ordinanza numero 227 – CLICCA E LEGGI L’ORDINANZA - ha imposto a tutta la popolazione l’assoluto divieto di utilizzo dell’acqua potabile proveniente dalla rete di distribuzione comunale per irrigare orti e giardini, per riempire ogni tipo di piscina, anche esterna, mobile o da giardino, e per qualunque uso ludico non legato ad un servizio personale, igienico e sanitario.

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Il provvedimento è stato firmato dal sindaco di Tivoli a seguito della nota inviata il 2 maggio a tutti i Comuni di competenza da parte di Acea Ato2 S.p.A, che riportava “…al fine di garantire la tutela della risorsa idrica potabile e tenuto conto dell’approssimarsi del periodo estivo con conseguente maggiore probabilità di utilizzi impropri, si richiede la Vostra preziosa collaborazione per evitare usi della fornitura idrica diversi da quello potabile quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, innaffiamento di orti e giardini, riempimento di piscine private…”.

L’ordinanza del sindaco Proietti autorizza i prelievi di acqua dalla rete idrica esclusivamente per normali usi domestici e per tutte le attività regolarmente autorizzate che necessitino dell’uso di acqua potabile.

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Inoltre viene raccomandato alla cittadinanza di ricorrere – ove possibile – a fonti alternative di approvvigionamento idrico ed a forme di riutilizzo e riduzione dei consumi.

Ai trasgressori dell’ordinanza verrà applicata una sanzione amministrativa da 25 euro a 500 euro. Sarà la stessa Acea Ato2 S.p.A., anche insieme alla Polizia Locale e alle Forze dell’Ordine, ad effettuare controlli a campione per verificare l’uso corretto dell’acqua potabile.

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