GUIDONIA – Picchia la moglie e la costringe a fare sesso: 9 anni di galera

Il 55enne italiano avrebbe soggiogato la donna prima e dopo la separazione

Per oltre due decenni l’avrebbe umiliata, picchiata e violentata. 

Anche in presenza della loro figlia minorenne. 

E avrebbe continuato perfino dopo la separazione.

Per questo ieri, lunedì 23 marzo, il Tribunale di Tivoli ha condannato in primo grado alla pena di 9 anni di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali B. C., un 55enne camionista italiano accusato di maltrattamenti, violenza sessuale e lesioni personali ai danni della moglie, una donna italiana di 52 anni.

Il Collegio presieduto da Cristina Mazzuoccolo – a latere le giudici Camilla Amedoro e Lucrezia Turriziani Colonna – ha inoltre condannato l’imputato alle pene accessorie dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici, dell’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutelaalla curatela e all’amministrazione di sostegno e dell’interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate abitualmente da minori, oltre all’interdizione legale durante l’esecuzione della pena.

Secondo la ricostruzione dei magistrati, la vicenda emerse il 12 aprile del 2024 a Marco Simone, quartiere residenziale di Guidonia Montecelio.

Quel giorno l’uomo si presentò nella casa dove abitava la ormai ex moglie e la figlia ventenne e colpì la 52enne e il padre 80enne della donna con un manico di scopa e una stampella ortopedica: i due furono trasportati in ambulanza al pronto soccorso, alla donna furono diagnosticati traumi al dorso cervicale e al naso giudicati guaribili in 5 giorni, mentre il pensionato fu dimesso con una prognosi di 7 giorni per un trauma facciale.

A quel punto la 52enne presentò denuncia e raccontò i due decenni da incubo vissuti a Guidonia dal 2005, dopo la nascita della loro figlia.

L’uomo che aveva sposato 5 anni prima era diventato il suo aguzzino, autore di reiterate aggressioni verbali, fisiche e sessuali, realizzate nel tempo, in momenti diversi, ma che secondo i magistrati sarebbero collegate da un nesso di abitualità con l’unica intenzione di ledere l’integrità psicologica e morale della donna.

Davanti ai giudici la 52enne ha ripercorso gli insulti subiti dall’uomo che le aveva promesso amore eterno: “Put…a, tr…a, mig..a, stupida, non vali niente, sei una nullità”, alternati a “fai schifo come donna, madre di me..a, parassita, spero che ti venga il cancro”.

Stando alla versione della vittima l’ex marito l’avrebbe più volte minacciata di morte se lo avesse denunciato.

Un clima di terrore alimentato dalle aggressioni fisiche raccontate in aula: l’uomo l’avrebbe colpita con pugni e calci in testa e sul corpo, ma anche con le scarpe antinfortunistiche, perfino con sedie, coltelli, forchette, oppure prendendola per la gola e spingendola per le scale.

Non a caso il 55enne l’avrebbe costretta a chiedere il suo permesso prima di fare qualsiasi acquisto, le avrebbe impedito di uscire, di intrattenere normali rapporti sociali con familiari e amici, perfino di lavorare, arrivando a fare delle sceneggiate sui posti di lavoro.

La donna ha rivelato inoltre che a Natale del 2023 B. C. l’avrebbe colpita con un pugno alla bocca dopo che la 52enne aveva subito un intervento chirurgico.

Ma non è finita.

Durante la relazione il marito avrebbe anche costretto la moglie ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà: per “convincerla” lui le avrebbe posizionato un cuscino sulla pancia e in testa colpendola violentemente con pugni alle costole, al capo e in altre parti del corpo fino a quando la donna acconsentiva a fare sesso.

Il Tribunale di Tivoli ha inoltre condannato il 56enne al risarcimento dei danni subiti dalla ex moglie da liquidarsi in separata sede e al pagamento di una provvisionale di 20 mila euro.

L’uomo è stato infine condannato a rifondere 2710 euro per le spese processuali sostenute dalla ex.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 15 giorni.

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