La democratizzazione delle bugie secondo De Masi

I giornalisti di Tiburno incontrano il sociologo per parlare di come evolve la nostra società

I giornalisti di Tiburno hanno incontrato il sociologo Domenico De Masi per capire come evolve la nostra società all’indomani della pandemia in esaurimento. Una delle frasi tipiche del sociologo è stata “lavorare meno grazie alla tecnologia e reimparare a utilizzare al meglio il proprio tempo libero”. In questa ottica è importante distribuire la ricchezza in tutte le fasce sociali. “Bisogna mettere in atto una dialettica sociale e includere tutti”, ha dichiarato De Masi, “In Italia ci sono 5 milioni di poveri assoluti e cinque milioni di poveri relativi”. Il media più importante, secondo il professore, rimane la televisione anche se il rapporto con la gente è squilibrato in quanto strumento passivo. Per il sociologo è cruciale l’interazione tra carta stampata e il web; la prima, mirata soprattutto all’approfondimento delle notizie e l’altro più veloce.

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“Sui social è molto più facile pubblicare notizie finte, bugie”. De Masi parla di “democratizzazione delle bugie”, poiché tutti possono scrivere quello che vogliono, senza verifica, come invece è compito di una redazione giornalistica. Ed è quello che noi di Tiburno cerchiamo di realizzare ogni giorno.

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