LAVORO – Infermieri, in arrivo gli arretrati

Riconosciuta l'indennità: arretrati da 3.777 euro lordi dei livelli più bassi fino a 4.736 euro. Per il sindacato non basta

Finalmente sono in arrivo i tanto attesi arretrati in busta paga per gli infermieri e gli altri professionisti sanitari del SSN”. Ad annunciarlo il presidente Antonio De Palma, Presidente Nazionale del sindacato Nursing Up.

Gli stanziamenti rientrano nel via libera del Ministero del Tesoro e quindi, a breve, nelle buste paga, arriveranno ben tre anni di arretrati (2019-2021) a diverse categorie di statali. Tra questi ci sono proprio gli infermieri, che percepiranno cifre di non poco conto considerato che è stata loro riconosciuta una indennità specifica nel nuovo contratto, grazie alle battaglie del sindacato. Si va dai 3.777 euro lordi dei livelli più bassi, fino a 4.736 euro per il livello più alto, il D6.

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IL SINDACATO: NON BASTA

Verrebbe da dire niente male, ma possiamo accontentarci? Davvero è il caso di cullarci sugli allori per arretrati che ci spettano di diritto?”, si chiede De Palma.

In piena campagna elettorale, alla luce di una voragine strutturale di 80mila infermieri che attanaglia, da tempo, il nostro sistema sanitario, il provvedimento del Ministero del Tesoro non basta affatto per non farci sentire come la Cenerentola delle favole”, aggiunge il sindacalista, “1700 euro di media di stipendio, ma solo se si lavora il doppio del dovuto, con ore e ore di straordinari e premi compresi, sono già ben poca cosa rispetto al mutato cambiamento del costo della vita, figuriamoci chi percepisce cifre ben inferiori”.

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Alla politica chiediamo un impegno concreto per diminuire l’inspiegabile forbice esistente tra le retribuzioni degli infermieri e delle altre professioni sanitarie, da una parte, e della dirigenza medica dall’altra. Un abisso che non trova giustificazioni rispetto ad una professione, la nostra, che ha continuato e continua a dimostrare di essere indispensabile, con le sue competenze, con le sue qualità umane, per la ricostruzione di una sanità letteralmente allo sbando”, conclude De Palma.

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