TIVOLI – Cavalla maltrattata e morta in un dirupo, in tre rischiano il processo

A luglio lasciata sotto il sole senza cibo e acqua. Nel mirino della Procura il proprietario, il custode e l'uomo al quale era stata affidata

La sua storia aveva commosso la Città del Nordest.

Si chiamava Stella, era una cavalla italiana di 24 anni ritrovata pelle e ossa il 5 luglio scorso dai Carabinieri Forestali di Ciciliano e dalle Guardie Ecologiche dell’associazione Congeav nelle campagne di San Gregorio da Sassola, a pochi chilometri da Tivoli (LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

La storia raccontata dal quotidiano on line Tiburno.Tv sembrava destinata ad un lieto fine con l’affidamento dell’equino ad un Centro Ippico e invece era terminata nel peggiore dei modi: dopo un mese di permanenza nell’allevamento Stella è deceduta, rinvenuta senza vita in una sorta di dirupo (LEGGI L’ARTICOLO).

Per questo la Procura di Tivoli intende fare piena luce sulla vicenda e ritiene di aver individuato i tre presunti responsabili che ora rischiano il processo.

Il primo della lista è un 35enne disoccupato italiano residente a San Gregorio da Sassola, indagato per maltrattamento e abbandono di animali.

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E’ l’uomo che da almeno due anni custodiva Stella e che a luglio aveva pensato bene di lasciarla senza fieno e con pochissima acqua sotto il sole rovente ad una temperatura di 40 gradi in un terreno risultato di proprietà della parrocchia di San Gregorio Magno, aperto e senza alcuna tettoia o riparo, in località “Chiesa di San Giovanni”, sempre a San Gregorio.

Condizioni che la Procura di Tivoli considera incompatibili con la sua natura, anche perché Stella era denutrita e disidratata al momento del ritrovamento da parte dei Forestali il 5 luglio scorso.

Per gli stessi reati di maltrattamento e abbandono di animali è indagato anche il proprietario di Stella, un 47enne italiano e noto commerciante di Villanova di Guidonia.

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I Carabinieri avevano infatti accertato che l’uomo aveva ceduto il cavallo al 35enne di San Gregorio almeno un paio di anni fa, ma senza registrare il passaggio.

Nel fascicolo aperto dalla Procura è stato iscritto anche il nome del 36enne italiano al quale la cavalla sequestrata dai Forestali era stata affidata per tornare in condizioni migliori e dove invece lo scorso 7 agosto è stata rinvenuta senza vita.

Secondo i Veterinari della Asl Roma 5, Stella è morta in seguito ad una caduta accidentale in un avvallamento naturale del terreno profondo circa due metri. La Procura ipotizza nei confronti del 36enne una colpa generica dovuta a negligenza e imprudenza.

Ipotesi tutta da verificare e da dimostrare davanti al Giudice per le Indagini preliminari.

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