GUIDONIA – Far West in strada, arrestati gli autori dell’agguato al “Green Bar”

I carabinieri individuano gli esecutori della sparatoria dello scorso 30 agosto a Colle Fiorito

Per eseguire l’agguato si erano presentati con le auto di proprietà. Una scelta non proprio da manuale del crimine.

Così all’alba di oggi, venerdì 16 dicembre, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Tivoli, hanno arrestato i presunti autori della sparatoria avvenuta nel tardo pomeriggio dello scorso 30 agosto davanti al “Green Bar” di via delle Genziane, a Guidonia Montecelio (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO).

I militari hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Tivoli a carico di Pasquale V. e Francesco V., padre e figlio originari di Napoli rispettivamente di 46 e di 23 anni, entrambi residenti nel quartiere di Colle Fiorito e già noti alle forze dell’ordine.

I due italiani sono gravemente indiziati in concorso tra loro di aver esploso sei colpi di pistola all’indirizzo di un gruppo di ragazzi che stava consumando un aperitivo al bar con chiaro intento omicida.

Per entrambi le accuse sono di tentato omicidio, porto e detenzione illegale di arma da sparo.

A darne notizia in un comunicato stampa è il Procuratore Capo della Repubblica di Tivoli Francesco Menditto. “L’episodio aveva lasciato sgomenta la popolazione di Guidonia – commenta il magistrato – l’uso di un’arma da fuoco in un esercizio pubblico, il gran numero di persone che potevano essere incidentalmente attinte dai proiettili vaganti, la spregiudicatezza dell’azione mossa in una calda serata estiva, non poteva che richiedere una adeguata risposta dello Stato”.

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Quella dei Carabinieri della Compagnia di Tivoli, sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, è stata un’indagine certosina. Gli investigatori avevano a disposizione le immagini delle telecamere di videosorveglianza del “Green Bar” e di altre attività commerciale di via delle Genziane e ne hanno esaminato secondo per secondo ogni dettaglio dell’agguato, individuando i possibili autori della sparatoria.

Il primo sopralluogo effettuato congiuntamente dalla Sezione Operativa della Compagnia di Tivoli e dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Frascati aveva già evidenziato diversi particolari: i colpi esplosi erano stati sei e lo scopo non era soltanto solo quello di intimidire i destinatari ma anche di uccidere.

Le conferme sono poi giunte dal successivo intervento dei Carabinieri della Sezione balistica del RIS di Roma che, attraverso una sofisticata strumentazione, sono riusciti a ricostruire le traiettorie dei sei proiettili che, fortunatamente, non sono giunti a destinazione.

Successivamente gli investigatori hanno iniziato ad analizzare la vita e le abitudini dei destinatari dell’agguato.

Uno di loro, Sergio F., 38enne italiano originario di Villalba di Guidonia, era stato arrestato nell’immediatezza dei fatti per detenzione di sostanza stupefacente (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO).

Nel suo appartamento gli investigatori avevano infatti rinvenuto e sequestrato un etto di cocaina suddivisa in 9 involucri insieme a 90 grammi di mannitolo, un lassativo utilizzato dal pusher come sostanza da taglio, contanti e appunti considerati utili alle indagini.

A quel punto, i carabinieri hanno imboccato la pista del traffico di droga come movente dell’agguato.

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L’incrocio dei dati derivanti dall’analisi dei tabulati telefonici con i sistemi di video-sorveglianza del territorio, la ricostruzione analitica del fatto reato ha permesso, alla fine, di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di padre e figlio, che si presume abbiano accuratamente pianificato e premeditato l’azione.

Durante le indagini è emerso che il 30 agosto, poche ore prima della sparatoria, Pasquale V. abbia avuto un’animata discussione con alcuni dei bersagli dell’agguato.

L’esame delle immagini delle telecamere hanno permesso agli investigatori di focalizzare l’attenzione su alcuni particolari di due vetture transitate qualche minuto prima davanti al bar dove si è poi consumata la sparatoria: una Mercedes condotta da Francesco V. e una Fiat Punto condotta da Pasquale V.

I carabinieri hanno notato alcune ammaccature, gli abiti indossati dai due uomini alla guida, addirittura un particolare tipo di deodorante per auto, caratteristico per forma e colore.

A quel punto, già a metà settembre i Carabinieri avevano raccolto un grave quadro indiziario a carico di padre e figlio.  Ma per ottenere ulteriori riscontri hanno effettuato una perquisizione delegata dalla Procura di Tivoli nei confronti dei due e in quella circostanza i militari hanno rinvenuto gli abiti utilizzati durante l’agguato.

Ancora una volta – commenta il Procuratore Capo della Repubblica di Tivoli Francesco Menditto – i Carabinieri hanno dimostrato la loro capacità e professionalità nella tutela dei diritti fondamentali delle persone e della sicurezza dei nostri territori”.

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