GUIDONIA – Covid-19, Ihg fa la festa ai lavoratori: cassa integrazione

Da domani e per nove settimane la clinica specializzata nella cura dell’Alzheimer ricorre agli ammortizzatori sociali. “Barricate” e diffida dei sindacati

Quanti dipendenti e quali reparti riguardi non è ancora chiaro. Di sicuro da domani, venerdì primo maggio, e per le prossime nove settimane scattano gli ammortizzatori sociali Covid-19 per gli operatori socio-sanitari della Italian Hospital Group Spa, la clinica di via Tiburtina 188 a Guidonia specializzata nella cura dell’Alzheimer e delle Demenze.
La comunicazione alle organizzazioni sindacali è stata firmata mercoledì 29 aprile dal Direttore del Personale Caterina Pedacchio che annuncia la volontà dell’azienda di ricorrere all’assegno ordinario del Fondo di Integrazione Salariale (Fis) previsto dall’articolo 19 del Decreto Legge 18/2020 del Governo Conte.

Si tratta dell’ammortizzatore sociale meno famoso rispetto alla cassa integrazione ordinaria e alla cassa integrazione in deroga, ma è quello spettante a tantissimi lavoratori durante l’emergenza Coronavirus Covid-19 che prevede l’erogazione dell’80 per cento dello stipendio da parte dell’Inps.

Nella nota ai sindacati il Direttore Pedacchio annuncia anche che nei casi in cui è prevista la “rotazione” del personale si favorirà, laddove possibile, l’accesso al Fis dei lavoratori che abbiano manifestato la loro disponibilità.
Una decisione inaccettabile a parere dei sindacati da parte di un’azienda che da metà marzo ha chiuso il centro Diurno per malati di Alzheimer per contenere il contagio, che dall’inizio di aprile ha attivato, in accordo con la Regione Lazio e con la Asl Roma 5, sessanta posti letto per pazienti CoViD positivi, trasferendone quaranta con patologie neuro-cognitive e motorie ricoverati presso la Rsa Villa Sacra Famiglia, un’altra struttura del gruppo alla Camilluccia.
E’ questo in sintesi il contenuto della diffida firmata oggi, giovedì 30 aprile, dai Segretari Generali Regionali di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini che si dicono indignati.
Una diffida inviata alla Italian Hospital Group e all’Aris (Associazione Religiosa Istituti Socio Sanitari) Lazio della quale la Spa fa parte, oltre che al Direttore Generale della Asl Roma 5 Giorgio Giulio Santonocito e all’Assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato.

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“Avendo a disposizione la fatturazione in acconto prevista dalla Regione Lazio – si legge nella nota – avendo attivato i posti letto Covid, non avendo alcuna diminuzione dei ricoveri, sfugge a queste Organizzazioni come possa essere consentito il ricorso agli ammortizzatori sociali quando l’Azienda, a nostro avviso, è perfettamente in grado di far fronte alle retribuzioni dei lavoratori. Non possiamo consentire che si continuino a percepire soldi pubblici per la remunerazione delle prestazioni e contemporaneamente si ricorra ad altre misure di sostegno, facendo pagare ai lavoratori operazioni palesemente volte solo al risparmio di cassa.

Pertanto, diffidiamo l’Italian Hospital Gruop dal procedere con l’attivazione del Fis chiedendo l’immediata rettifica della comunicazione. All’Aris Lazio, nel ricordare che Ihg non è la sola struttura che, pur avendo posti letto Covid-19, prova a fare ricorso agli ammortizzatori sociali, chiediamo di vigilare sul comportamento dei propri associati.

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Alla Asl Roma 5, territorialmente competente per la vigilanza sulle strutture sanitarie accreditate, rivolgiamo l’invito ad effettuare i dovuti controlli rispetto alla sussistenza dei requisiti organizzativi richiesti per l’esercizio e mantenimento della attività svolta per il Sercizio Sanitario Regionale.

Alla Regione Lazio infine chiediamo un intervento immediato nei confronti della struttura, richiamandola a tenere comportamenti più trasparenti nella gestione delle risorse pubbliche e più rispettosi nei confronti dei propri lavoratori”.

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