Presentato sabato il piano elaborato dal Movimento di Tivoli, dalle cave al turismo, tante proposte “sostenibili”

Presentato l'articolato piano di Polis per il futuro di Tivoli e del nord-est romano Il futuro di Tivoli e del nord-est romano in un Progetto, presentato il piano di Polis

Presentato sabato il piano elaborato dal Movimento di Tivoli, dalle cave al turismo, tante proposte “sostenibili”

Un lungo e fitto dibattito ha fatto da cornice alla presentazione, sabato mattina, del progetto di Riqualificazione e sviluppo del territorio tiburtino curato dal movimento Polis.

Il documento, frutto di un lavoro durato un anno e curato da Polis in collaborazione con associazioni, realtà locali e cittadini, è un ampio, vasto, articolato disegno su come Tivoli e tutto il nord-est romano possano crescere nel futuro, partendo da una programmazione ampia e condivisa.

Al webinar hanno partecipato venti tra amministratori, politici e professionisti, che hanno fornito ulteriori spunti per far crescere il progetto.

“L’incontro – spiega il portavoce del movimento Polis, Antonio Picarazzi – è andato molto bene. Gli interventi sono stati molto puntuali e nessuno degli ospiti si è tirato indietro. Oltre agli apprezzamenti per il progetto, sono arrivati nuovi spunti per arricchirlo. Il bilancio è senza dubbio positivo”.

Quali sono stati gli spunti di maggior interesse emersi dal webinar?

Sicuramente l’enorme sforzo che la Regione Lazio sta compiendo in questo quadrante con finanziamenti che sfiorano il miliardo di euro. Progetti che serviranno per efficiente l’area area con un potenziamento della viabilità, della sanità, delle infrastrutture. Nel dibattito c’è stato spazio anche per richieste, utili, come quella presentata dal sindaco di Subiaco, Francesco Pelliccia, di raddoppiare fino la ferrovia fino a Vicovaro – Mandela per un collegamento rapido con la Valle dell’Aniene.

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Sopratutto, però, è emersa l’importanza, la necessità, di collegare questo grande sforzo della Regione con un programma, una visione, integrata di tutto il territorio. Altrimenti si rischia di non dare un senso a questi investimenti. Un progetto integrato sul territorio è ancora più importante.

Il progetto Riqualificazione e sviluppo del territorio tiburtino su cosa si basa?

Si basa due pilastri. Da un lato il recupero ambientale con la riqualificazione ed il recupero del degrado dei nostri territori per superare la bruttezza che ci opprime. Poi riteniamo fondamentale il progetto del distretto turistico, un fondamento per riconnettere in maniera unitaria il territorio e per farlo sviluppare in maniera integrata, anche con strumenti urbanistici unitari e non frammentati.

Quali sono stati altri aspetti discussi nel webinar?

Durante il dibattito, anche grazie all’apporto di comitati, associazioni e professionisti, sono emerse nuove proposte, come una diversa visione del storico di Tivoli, il piano della mobilità e dei parcheggi. Poi si è parlato di proposte innovative, già inserite nel piano, che secondo me vanno valutate ed affrontate, senza scartarle aprioristicamente, come quella della mobilità su fune. Tutte le grandi aree metropolitane l’hanno affrontata, anche a Roma è stata finanziata con 100 milioni di euro. Ritengo sia una realtà di cui bisogna cominciare  a discutere.

Si è parlato anche delle cave, con la Cgil che, oltre a partecipare allo sviluppo di questo Progetto, ha sottolineato la necessarie di riequilibrare l’attività estrattiva del travertino portando avanti l’attività lavorativa ma tutelando al contempo l’ambiente. Tornando così all’importanza della sostenibilità che lega le tante proposte elaborate e discusse sabato.

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Il progetto, inoltre, è sostenuto anche da supporti accademici importanti, come il Politecnico di Torino che vuole sviluppare delle tesi su questi argomenti.

Durante il webinar si è discusso di tematiche e progetti incentrati su Tivoli e, al contempo, di questioni di bacino. Su Tivoli, come contate di portare avanti questo Progetto?

Ritengo che le esperienze del passato si siano esaurite, oggettivamente. Senza andare ad individuare responsabilità, vorrei andare oltre e, per farlo, immagino coalizioni che non siano la mera sommatoria di sigle, sganciate dalla società civile. Quindi lavoriamo e lavoreremo su un’area vasta che parte dalla società civile per trasferire alle strutture politiche i contenuti per presentare un’ipotesi di cambiamento ed una visione, progettuale, che vada oltre l’immobilismo proiettiano.

In ottica di bacino, invece, come volete portare avanti questo Progetto?

E’ un tema importante e la strada che abbiamo indicato è irta di difficoltà. Si devono mettere intorno ad un tavolo diversi attori per sviluppare proposte e cercare soluzioni unitarie. Sicuramente è una scommessa importante ma come Polis ci continueremo a batterci per questo.

Intanto sezioneremo il progetto e continueremo con dei focus tematici. Chiameremo ad un confronto su quei temi i sindaci, i rappresentanti della regione, dei consigli comunali, le associazioni.

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