Sindacalismo genitoriale

Quando mamma e papà devono farsi da parte

Interferenze

“Se ogni volta che i nostri figli prendono un ceffone da un coetaneo chiamiamo il 113, se aggrediamo verbalmente l’arbitro che ha annullato un gol o la maestra che ha messo una nota sul diario, pensiamo di difenderli da un’umiliazione e invece li stiamo privando delle difese caratteriali di cui avranno bisogno quando non saremo più costantemente al loro fianco”

Questo ha scritto Massimo Gramellini sul magazine “7” del Corriere della Sera del 28 maggio in risposta ad una nonna che lamentava l’atteggiamento eccessivamente protettivo dei genitori dei compagni di classe della nipote.

Il giornalista al riguardo ha coniato una definizione, “sindacalismo genitoriale”, che ha suscitato una miriade di commenti sui social.

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Assurdo e diseducativo, scrivono alcuni, mettere sullo stesso piano un ceffone tra coetanei, la decisione arbitrale o quella dell’insegnante. C’è chi ritiene la risposta del giornalista piuttosto grossolana e chi la considera una presa di posizione tardiva.

Non mancano naturalmente commenti a favore, alcune maestre ringraziano, molti concordano e c’è chi scrive ricordando le proprie esperienza in famiglia e a scuola.

Per tutti valga questo post: “Se la maestra mi dava una nota, mio padre semplicemente diceva: se avessi studiato, non l’avresti presa. Ho rimediato un sacco di ceffoni e questo non mi ha affatto traumatizzato ma cresciuto nella consapevolezza delle mie responsabilità e dei miei doveri”.

L’argomento è decisamente sensibile ed offre spunti di riflessione  Voi come la pensate a proposito del sindacalismo genitoriale? Un’interferenza dannosa o una protezione necessaria?

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