Venezia 78: la banalità del male

Il massacro del Circeo raccontato per mantenere la memoria

Il Festival ricorda Ezio Bosso

“I mostri tra noi”: il titolo del quotidiano La Stampa riassume perfettamente il senso del film “La scuola cattolica” di Stefano Mordini, tratto da un romanzo di Edoardo Albinati.

La pellicola, fuori concorso, racconta il massacro del Circeo, vicenda che nel 1975 ha traumatizzato l’intero Paese.

Una storia che va narrata e mantenuta nella memoria collettiva, anzi tramandata, come ha detto il regista.

Il film punta sul ritratto dell’ambiente borghese in cui il delitto era maturato ma ha volutamente omesso di dare una connotazione politica ai carnefici di Donatella Colasanti e Rosaria Lopez.

Sul red carpet del Lido ieri ha sfilato Hernand Mendoza indossando una maschera tipica messicana. L’attore è protagonista di “La caja”, film in concorso che ha voluto dare un’idea di quello che può accadere nel Paese nordamericano dove le vite delle persone valgono poco.

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Con la musica di Ezio Bosso, invece, il pubblico di Venezia ha rivissuto la fame di vivere del favoloso compositore e musicista recentemente scomparso. Il maestro è raccontato nel docufilm “Le cose che restano” del regista Giorgio Verdelli.

 

 

 

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