La Cina non molla su Taiwan

Il presidente Xi Jinping: “sarà riunificata”. Taipei: su futuro isola decidono gli abitanti

Taiwan guarda alle sue forti relazioni col mondo per mantenere la libertà di ventitre milioni di abitanti. Ed è una risposta alla dicharazione di Xi Jinping che rivendica i diritti della Cina ad annettere l’isola al suo emisfero. La presidente Tsai ha detto a chiare lettere che “non cederà né avanzerà”. A rinverdire la tensione tra il governo dell’isola e il presidente della repubblica popolare cinese Xi Jinping la dichiarazione nella Grande Sala del Popolo di Pechino: “Taiwan sarà riunificata”.

Le ragioni di Pechino sono quelle di una riunificazione dopo la separazione forzata determinata dalla lunga guerra durata fino al 1950.

Le ragioni di Taiwan vedono nella nuova costituzione per cui Chen Shui-bian vinse le elezioni presidenziali il pilastro per rafforzare l’idea della sovranità e indipendenza di Taiwan.

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La questione ha importanza per gli equilibri internazionali perché per il governo cinese c’è addirittura una legge che li obbliga a intervenire militarmente qualora Taiwan decida di proclamare la sua autonomia. Ma c’è anche una legge del Congresso che obbliga gli Stati Uniti a sostenere militarmente Taiwan.

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