La Regione sulle regole Covid, cambiamo le regole di prevenzione!

Gli enti locali ritengono più dannose che utili queste disposizioni che creano confusione sui comportamenti corretti da adottare

I vaccinati non possono vivere in un percorso ad ostacoli per tutelarsi dal contagio e dai suoi ritorni attraverso le frequentazioni. Prima puntata importante: rivedere completamente le disposizioni prese per la scuola. Le regioni ieri hanno messo nero su bianco ponendosi, di fatto, come antagoniste alla regolamentazione tramandata dal Dpcm.

Nel pianeta scuola la sospensione della didattica deve essere chiaro che la sospensione della didattica in presenza deve essere adottata solo per coloro che hanno sintomi. Ma se vaccinarsi ha un senso – come è predicato in ogni dove – allora si deve fare una distinzione tra chi è vaccinato e chi non lo è.

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La quarantena! Quanto dura? Quanto deve durare? Perché l’isolamento o l’auto-sorveglianza per uno studente è di dieci giorni mentre per un altro normale vaccinato è di una settimana? Alla domanda ci si risponde automaticamente: si debbono introdurre criteri uguali per tutti.

Tra mugugni e malumori per la cervelloticità dei regolamenti che ne minano la pratica applicazione, gli enti regione finalmente hanno detto la loro. E sicuramente la lista degli appunti non finisce qui.

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