TIVOLI – Cave, il Comune “divorzia” dai travertinari

Oggi la giunta Proietti ha ratificato l’uscita dal Centro per la valorizzazione del Travertino Romano e il recupero di 1.040 euro e 90 centesimi, pari al valore della partecipazione nel Consorzio industriale. A Guidonia bandita un’asta pubblica

Il Comune di Tivoli esce dal “Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano Srl”, la società consortile partecipata da 21 aziende del settore estrattivo e lapideo insieme alle amministrazioni della Città dell’Aria e della “Superba”.

Lo ha deciso oggi, mercoledì 26 gennaio, la giunta del sindaco Giuseppe Proietti con la delibera numero 16. L’atto sancisce il “divorzio” dell’Ente dai cavatori con una “buonuscita” di 1.040 euro e 90 centesimi, pari al valore di rimborso della partecipazione detenuta dal Comune di Tivoli sulla base del valore del patrimonio netto del Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano pari a 10.409 euro riportato nel bilancio al 31 dicembre 2020 approvato con verbale di assemblea l’8 luglio 2021.

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La cessione della partecipazione azionaria prende spunto dall’articolo 26 del Decreto Legislativo numero 175/2016, che suggerirebbe alle amministrazioni pubbliche l’alienazione delle quote.

Sulla stessa lunghezza d’onda viaggia anche il vicino Comune di Guidonia Montecelio: il 26 dicembre l’amministrazione del sindaco Michel Barbet ha indetto un’asta pubblica per la vendita delle quote societarie detenute dall’Ente nel Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano pari al 10%, per un valore nominale di 2.699,07 euro.

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