La Corte costituzionale boccia il referendum sull’eutanasia

"Non sarebbe preservata la tutela minima necessaria della vita umana". La Chiesa soddisfatta

La Corte costituzionale ha bocciato il referendum sull’eutanasia. La camera di consiglio si è riunita ieri per discutere sull’ammissibilità del referendum dal tema ‘Abrogazione parziale dell’articolo 579 del Codice penale ossia sull’omicidio del consenziente, ma il quesito è stato ritenuto inammissibile perché ”non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili”. La sentenza sarà depositata nei prossimi giorni.

LE REAZIONI

”E’ una sconfitta per la nostra democrazia, per quel milione e 240mila cittadini che hanno firmato per avere il diritto di scegliere tramite un referendum che avrebbe chiamato il paese ad esprimersi con un sì o un no”, ha detto all’Adnkronos l’avvocato Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Coscioni. “Al momento nel nostro paese è possibile rifiutare trattamenti e procedere con la sedazione profonda o chiedere l’aiuto al suicidio in modo legale, solo l’eutanasia attiva è vietata a danno di malati che non potranno scegliere. Attiveremo tutti i percorsi possibili come sempre abbiamo fatto affinché si possa agire nella legalità anche senza questo referendum nel rispetto dei cittadini che vorrebbero scegliere”.

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“Sacrosanta la decisione della Corte costituzionale di dichiarare inammissibile il referendum proposto dai radicali sull’omicidio del consenziente, anche se sano”, ha commentato Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia.

“I Vescovi prendono atto “con favore” della decisione della Corte Costituzionale”, la reazione della Chiesa.

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