GUIDONIA – Distrugge il nido di rondini nel patio di casa, a processo

A Marco Simone una 32enne italiana nei guai dopo la denuncia della vicina

Distruggere un nido di rondini può costare molto caro, anche se il gesto viene compiuto all’interno della proprietà.

Ne sa qualcosa una 32enne italiana di Guidonia Montecelio per la quale la Procura di Tivoli ha richiesto il rinvio a giudizio per aver violato le Norme che regolamentano la protezione della fauna selvatica omeoterma e il prelievo venatorio.

La vicenda è accaduta il 13 maggio scorso in via Tito Livio, nel quartiere residenziale di Marco Simone Vecchio, all’interno di un condominio di dieci appartamenti ubicato al confine col Parco Archeologico e Naturalistico dell’Inviolata. A mettere nei guai la 32enne è stata una vicina di casa che si è presentata alla caserma dei Carabinieri Forestali di Guidonia Montecelio per denunciare la distruzione del nido di rondini fino a pochi giorni prima presente nel patio di pertinenza della sua abitazione.

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A quel punto i militari si sono presentati nel condominio di via Tito Livio e hanno raccolto elementi sufficienti per dimostrare che il nido c’era stato.

Circostanza confermata dalla stessa proprietaria di casa, la quale si è però giustificata sostenendo di averlo trovato distrutto dal tempo e giurando che non era stata lei a rimuoverlo.

Una versione poco convincente per la Procura di Tivoli che procede nei suoi confronti per violazione della Legge 157 dell’11 febbraio 1992, essendo la fauna selvatica patrimonio indisponibile dello Stato.

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