VICOVARO - Ubriaco, con l’ascia devasta casa dell’ex e della loro figlia

Il 54enne italiano non accettava la fine del matrimonio: condannato a 2 anni

Non aveva mai accettato la fine del matrimonio, per questo tormentava l’ex e la loro figlia. Quattro anni di telefonate e messaggi carichi di insulti e minacce, di appostamenti e di irruzioni a mano armata a casa delle due donne.

Un tormento.

Così martedì 9 gennaio il Tribunale di Tivoli ha condannato in primo grado a due anni di reclusione e al pagamento delle spese processuali per atti persecutori un 54enne italiano di Vicovaro.

Il Collegio presieduto da Mariarosaria Mesiti – a latere i giudici Giovanna Riccardi ed Eugenio Gagliano – ha condiviso la ricostruzione della Procura di Tivoli che ha chiesto la riqualificazione del reato di maltrattamenti in famiglia inizialmente contestato in quello di stalking.

Motivo per cui il pubblico ministero aveva richiesto una condanna a due anni e 8 mesi di reclusione.

La drammatica vicenda familiare è iniziata a Vicovaro nel 2017, quando la moglie dell’uomo – una donna italiana di 56 anni – aveva deciso di separarsi e di andare a vivere altrove insieme alla figlia oggi 21enne.

LEGGI ANCHE  GUIDONIA - Davide, il calcio e il pianoforte con una Maturità da 100 e Lode

Una scelta mai accettata dall’uomo che, secondo la ricostruzione dei magistrati, era riuscito a creare un clima di ansia e paura nelle due donne a tal punto da far temere per la loro incolumità.

D’altronde, gli episodi di violenza denunciati ai carabinieri sono stati più di uno.

A cominciare da quello del 13 settembre 2018, quando il 54enne si presentò ubriaco a casa dell’ex moglie armato di un’ascia, riuscì ad abbattere una porta finestra e a fare irruzione nell’appartamento. Una volta all’interno l’uomo si accanì con l’ascia sui mobili, mentre l’ex e la loro figlia riuscirono a mettersi in salvo fuggendo da casa.

Ma non fu l’unico episodio.

Stando sempre alla ricostruzione dei magistrati, il marito lasciato continuò a sfogare la sua rabbia con sms e telefonate di insulti e minacce anche a dicembre 2018.

LEGGI ANCHE  TIVOLI - Inaugurato da 3 mesi e abbandonato, benvenuti nel Parco di Ponte Lucano

Mentre l’8 aprile 2019 si presentò di nuovo a casa delle due donne, citofonando all’impazzata e lanciando pietre verso l’abitazione.

La Procura di Tivoli ha contestato al 54enne altri insulti e minacce di morte ad aprile 2020 e un terzo tentativo di irruzione il 21 settembre 2021 sventato dai carabinieri davanti ai quali continuò ad offendere e minacciare la donna che aveva sposato e con la quale ha una figlia.

L’ultima persecuzione, il 2 novembre 2021 con i soliti sms di minacce alla ex moglie costituitasi parte civile nel processo insieme alla figlia.

Il Tribunale di Tivoli ha inoltre condannato il 54enne a risarcire le due donne in un separato giudizio civile e a versare una provvisionale immediatamente esecutiva di 10 mila euro a favore delle parti civili.

Le motivazioni della sentenza saranno pubblicate tra 90 giorni.

Condividi l'articolo:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.